Appunti di fumetto esoterico. Sansoni, Giussani, Pier Carpi e Gelli.
Alle origini del nuovo fumetto italiano del dopoguerra vi è la figura di Gino Sansoni (1907-1980). Sansoni, fascista fin dai 14 anni, Originario di Predappio come il Duce, fu una figura eclettica del fascismo, irruento, irregolare, tenuto ai margini e messo al confine dal regime, ma anche poi usato, nella fase di Salò, nei servizi segreti, stando al racconto di Carpi.
La sua vicenda esce dall'anonimato quando, giovane ma già adulto, nel 1943, nel contesto burrascoso dell'Italia ormai sulla soglia della guerra civile, aveva conosciuto la giovane e affascinante Angela Giussani (n. 1922), già fidanzata del patriarca dei private eye italiani, Tom Ponzi, e da poco diplomatasi con una tesina sul filosofo Kant. Giovane intellettuale e avvenente modella, è curioso notare come nella foto qui sotto (dagli scatti dell'agenzia di Sansoni) faccia il "gesto di Laura Palmer" visto da Lynch come segno esoterico della "Loggia Nera".
Sansoni le fa una corte spietata, avviano una relazione, la perde nel caos della guerra, nel 1945 la fa ritrovare proprio da Ponzi e infine la assume come segretaria nella sua neonata agenzia pubblicitaria dell'immediato dopoguerra. Angela accetta probabilmente anche perché ricerca una indipendenza relativamente rara allora, è una delle prime ragazze a prendere la patente. La relazione tra i due poi naufragherà e con l'arrivo del divorzio nel 1970 si separeranno.
Sansoni, come altre figure che incontreremo nel pezzo, Pier Carpi e Licio Gelli, è un fervente post-fascista. Tiene un busto nero di Mussolini in bella vista nel suo ufficio, non facendo mistero della sua posizione di destra. Sansoni non si dà alla politica, magari nel neonato MSI, ma per certi versi la fa con una via indiretta, con una "politica culturale" che guarda certo al guadagno imprenditoriale ma anche almeno in parte all'influsso culturale "di area", da estendere sulle masse popolari.
Sansoni, stando a Carpi l'ultimo fascista a lasciare la Sicilia dopo la liberazione, si era trasferito a Milano dove nel 1945 aveva iniziato a vendere rivistine erotiche ai soldati americani, comprendendo che quello era il business del futuro. Nella leggenda avrebbe salvato Leo Longanesi da un linciaggio partigiano, decidendo poi di divenire a sua volta editore. Per soldi, sì, ma anche per ricostruire dal basso una egemonia culturale.
In fondo anche Gramsci (alla fine riscoperto anche a destra) teorizzava un "nazional-popolare" in cui si "prendono le casamatte della cultura" per poi "conquistare la fortezza del potere". Del resto sotto l'ombrello atlantico la sinistra e la destra sono costrette ad agire in quel modo (o porsi in una posizione pericolosa, come alcuni faranno). La sinistra prende l'accademia. La destra cerca la cultura popolare. E, in più, se marxisticamente a sinistra l'operazione culturale è sprezzantemente laica, a destra si intride spesso di pensiero magico, come vedremo.
Stando a Carpi, inoltre, l'editrice di Sansoni non era lontana dalla Chiesa di San Satiro, molto amata ovviamente dagli esoteristi: San Satiro era il fratello gemello di Sant'Ambrogio, vescovo di Milano e suo coadiuvatore nel 374 d.C. nella gestione della Diocesi. Ambrogio ne elabora un panegirico con la morte, nel 378: Satiro, mai cristiano, viene battezzato in punto di morte, dopo una malattia misteriosa, e sepolto come cristiano. Appare evidente un curioso valore simbolico di "morte del paganesimo", ritenuto comunque nobile ma da integrare nel nuovo culto cristiano. La chiesa, nel 1478, venne riedificata dal Bramante.
Nel dicembre 1946 Sansoni sposa Angela e coinvolge anche la sorella Luciana (che sarà Miss Sport 1948). Le due si occupano di testi, illustrazione, grafica e sono anche modelle per l'agenzia stessa.
Sempre nel 1946 Giussani apre la sua casa editrice Astoria, dal nome di un hotel di lusso a lui caro. Il primo libro arriva solo quatto ranni dopo, a quattro mani di Sansoni e Angela, ed è il Vademecum della sposa (1950), Piccola enciclopedia moderna della donna e della casa, che parla alle donne moderne alle soglie della ricostruzione, se non ancora del boom. Angela cura anche grafica e illustrazioni.
Intanto il fumetto inizia la sua esplosione postbellica con il Tex (1948) di Bonelli, col sogno del West. Tex nascerebbe come Tex Killer, bounty killer più amorale e spietato, ma viene poi ingentilito da Tea Bonelli per evitare gli strali della censura DC, che cerca in tal modo, imitando le crociate di oltreoceano, anche di tutelare i "suoi" Giornalino dei Paolini (dal 1924) e Vittorioso della AVE (dal 1937), tollerando al massimo i "laici" Topolino e Corrierino (dal 1908, patria del fumetto italiano).
Però c'è la percezione di un margine per fumetti più "adulti".
Uno dei primi esperimenti è il fumetto ZaLaMort (1946), ispirato al personaggio dell'indiano metropolitano interpretato dall'attore Ghione, dal volto scavato come un teschio, che ne era l'equivalente cinematografico prebellico, cui seguono tentativi Bonelli come il Plutos del 1949 e L'uomo ombra del 1950, che anticipano già la futura fioritura del fumetto nero, ma senza successo. Nel 1953 Bonelli farà anche un fumetto sull'indiano (vero, non metaforico) Za La Mort, anche questo senza successo.
Il genere "noir", sia pure edulcorato dal regime, aveva avuto successo già nell'anteguerra con i gialli Mondadori dal 1929, ma non riesce ancora a sfondare nel fumetto, anche per i forti strali censori della prima DC. Il fascismo nel 1937 aveva censurato un romanzo di Agatha Christie per la cover troppo erotica (e in effetti l'eroina-vittima appare con un desabillé vertiginoso, ancor più pruriginoso di un topless), nel 1944 c'era stata una prima collana horror, seguita da "I racconti dell'occultismo" di Nerbini nel 1949.
Già dal 1951 Sansoni usa lo scandalistico nelle sue varie declinazioni per vendere "Realtà proibita" (1951-1954), rivista sigillata, una sua invenzione. Le copertine sono scandalistiche, i testi all'interno molto più castigati. Rotto il sigillo (cartaceo) il lettore non può restituire all'edicolante. Sansoni, a causa di queste opere (dove in una cornice pruriginosa "incarta" grandi classici fuori diritti, da Maupassant in giù) subisce 25 processi per oltraggio al pudore. Nella sua editrice Sansoni assume la segretaria di Pavolini, anziana ma competente, che assegna poi a Pier Carpi, mentre per sé tiene quelle belle e giovani che copre di regali e sfuriate.
Sansoni, pur non massone, spinse Carpi a iscriversi alla massoneria, come consigliatogli, stando a Carpi, dallo stesso Hugo Pratt. La massoneria infatti, pur avendo rifiutato Mussolini dopo la sua richiesta d'ingresso nel 1916, lo aveva però appoggiato come interventista prima e anticomunista poi, foraggiando anche la Marcia su Roma. Bottai, Balbo, Farinacci e De Vecchi, sansepolcristi, erano massoni come Toscanini che diede una copertura culturale al primo fascismo. Lo scioglimento delle logge nel 1925 fu un errore del regime, per accattivarsi le simpatie della chiesa. Nonostante lo scioglimento, dopo una prima fase Mussolini mise i massoni in posti di potere, come Beneduce all'IRI. Ma una parte della massoneria era ostile a Mussolini, specie l'ala militare attorno al massone Badoglio, e quindi, con l'8 settembre, ordì con gli americani contro il Duce, anche per tramite di Lucky Luciano. L'ordine Grandi che depose il duce venne stipulato da un massone. La loggia segreta di propaganda, che univa i massoni celebri, rimase attiva secondo Sansoni durante tutto il conflitto e condizionò molto il passaggio di consegne al nuovo regime post-1945 (da "Il Venerabile").
Carpi nella massoneria vede l'erede degli antichi riti di Orfeo, Dioniso, Mitra, celebrati dall'imperatore Giuliano per ultimo. Carpi, dopo l'ingresso in massoneria, si avvicina al Martinismo, la tradizione esoterica di Saint Germain, Cagliostro, Saint Martin e Martinez de Pasqually. Viene iniziato a Milano, secondo grado a Torino.
Il contatto con la P2 nasce per rivalutare la figura di Vittorio Emanuele di Savoia e della moglie Marina Doria, per Rizzoli.
Carpi sostiene che la P2 volesse aiutare V.E. a divenire V.E. IV e scalzare il padre, appoggiando in cambio i massoni. Già V.E. III era massone. Umberto II alla fine cede e acconsente al matrimonio con Marina Doria del figlio, che si celebra a Teheran, presso lo scià suo amico, nell'anniversario di Ciro il Grande.
La massoneria è in decadenza esoterica quando vi entra Carpi. Topolino, del massone Disney, è ritenuto la Pietra Levigata per bambini.
Lo stesso anche lancia "Umorismo proibito" (1951-1958), che ha evidentemente un successo più ampio, durando per tutti i '50.
Questo "Le schiave di Parigi", ad esempio, promette certo di descrivere misteriosi riti erotici, ma ci mette anche un po' di massonismo nella incappucciata sexy, nella fanciulla mascherata, sotto i sigilli "iniziatici".
Nel 1954 Sansoni lancia i "Libri Neri" (1954-1958), eredi dei romanzi proibiti chiusi nel 1954. tra cui enorme successo ha Parigi Nuda, e L'Inferno delle Vergini.
Realtà Proibita e Umorismo Proibito promettevano contenuti scabrosi che spesso, una volta aperti, si rivelavano molto più castigati di quanto suggerito dagli strilli di copertina ("L'orgia che uccide", "L'inferno delle vergini"). Sansoni divenne un maestro del "riciclo editoriale": se un volume non vendeva, ne cambiava il titolo e la copertina, rendendoli più pruriginosi. Questa idea di "Libri Neri", che anticipa i "Fumetti Neri", usano il colore della tenebra per rimandare al proibito, al nascosto, anche un po' all'occulto oltre che al peccaminoso; ma è interessante che vengano anche da un editore "nero" nel senso politico del termine.
Nel 1958 Sansoni continua questa linea con una collana di biografie varie, tra cui Casanova; ma anche nella collana "Personaggi allo specchio" presenta le avventure erotiche di Stalin (1958) e "Le donne di Mussolini", dove fonde prurigine e nostalgismo. In quest'anno giungerà poi alla chiusura di tutti questi tentativi romanzeschi, per poi rilanciare come vedremo sul fumetto.
Nel 1957, mentre il boom economico è agli esordi, il giornalista Italo Fasan scrive un giallo-noir "Uccidevano di notte", con protagonista un assassino dal nome Diabolic. Questo viene imitato nel mondo reale, a Torino, nel 1958, da un killer misterioso che si firma Diabolich, in Via Fontanesi 20 in Vanchiglietta.
La cosa crea un "moral panic" che convince indubbiamente molti che sia il momento giusto per rilanciare sull'orrorifico, una sorta di lato oscuro della solare "Italia del boom".
Ci saranno altri due casi di delitti di "Diabolik", in questo caso ispirati appunto dal Fumetto Nero, nel 1973 e nel 1976. Ne tratta bene questo blog qui; nel caso nuovamente torinese, il criminale aveva organizzato nei sotterranei del suo palazzo una camera delle torture.
La serie KKK dell'editrice omonima inizia nel 1959 e ha un ottimo successo, prosperando fino al 1962 con la serie originale e successive ristampe. Nel 1959 adotta ancora copertine sobrie, in total black, come le isolate pubblicazioni "nere" d'anteguerra (per paradosso sgradite al regime, che non amava questo gusto "decadente" in una Italia fascista, "nera" ma obbligatoriamente solare). Dal 1960 invece adotta uno stile pruriginoso (belle donne minacciate dalle forze occulte) che vende - vedasi il modello di Weird Tales americano, dal 1923 - e viene mantenuto (vedi questo ottimo sito qua per info sulla serie). Appare interessante che questa serie anticipi l'uso del K come lettera "proibita" (anche perché assente in Italiano allora, e quindi dal sapore proibito di oltreoceano) che qui, nella triplicazione, pare evocare il nerissimo Ku Klux Klan.
Probabilmente Sansoni si convince a questo punto che è giunto il momento anche per lui di rafforzare "l'opera al nero". Ma ha bisogno di rinforzi.
Avviene a questo punto un incontro fondamentale. Sansoni coopta un giovane Pier Carpi, appena ventenne (nato nel 1940), per realizzare il Bertoldo (1961-1966), di cui Carpi è reso direttore, e curare l'omonima collana di umorismo. La testata si ispira ai fasti della rivista di anteguerra (1937-1943) di Giovannino Guareschi e soci, di blanda fronda al regime, rivissuta nel "Candido" guareschiano nel secondo dopoguerra.
Guareschi era un monarchico conservatore, divenuto famosissimo per Don Camillo e un anticomunismo viscerale che non si poteva accusare con efficacia di fascismo (deportato nei lager da militare pur di non giurare a Salò). La sua figura culturalmente era egemone sulla destra, e quindi ha senso che Sansoni lo riprenda. Ma l'operazione-chiave è un'altra.
Lo stesso anno, infatti Angela si dimette da segretaria e apre una sua casa editrice, tuttora attiva, la Astorina (1961), teoricamente "casa minore" dell'Astoria, che dirige lei in società sempre con Sansoni, per gettarsi nel fumetto. Nel 1961 Sansoni lancia ancora numerose testare romanzesco-erotiche: Femmine ardenti e strani amori, Il diario di una mondana (Le confessioni di Fanny), Artiste e sensualità, Paris Folies, La vita e gli amori di B.B. Ma il focus ormai è un altro.
Si riparte proprio dalla ripresa del caso Diabolic, che ha ispirato quell'anno anche un fortunato film di Totò, "Totò Diabolicus" (1962), segno del suo influsso culturale.
Angela riparte da "Fantomas" (di grande successo, amato anche dai surrealisti negli anni '30): negli USA, i fumetti horror, attaccati viralmente, hanno scalzato i pulp narrativi dagli anni '40 in poi. Probabile che anche in Italia questo riesca, con l'inevitabile ritardo causato dal relativo "blocco" della società italiana sotto il Fascio.
Stando a quanto afferma Pier Carpi, che diviene ora centrale nel nostro racconto, egli fu incaricato da Sansoni di coadiuvare Angela nella costruzione del suo personaggio, a partire dal caso di cronaca suddetto (e potrebbe essere la principale ragione della sua assunzione). Angela doveva risultare come autrice, anche per sfruttare l'elemento shock di una giovane autrice "angelica" creatrice di un fumetto "diabolico", ma non aveva particolare esperienza di scrittura.
Nasce così Diabolik (1962), che inaugura il formato poker e la fortunata sequela del fumetto nero. La prima cover e le successive sono pruriginose ma non troppo; in bianco e nero, classico del fumetto italiano, vedono una preminenza del "nero" promettente di storie "notturne". Alla "c" e "ch" dei suoi modelli iniziali si sostituisce una "K" "internazionale".
Diabolik è un fumetto ovviamente apolitico, ma indubbiamente è fedele a una concezione del superuomo più vicina a quella "di destra", niccian-dannunziano: Diabolik infatti non ha remore a uccidere, anche innocenti, per accumulare enormi tesori ma più per il puro piacere del crimine che per reale arricchimento. Ha uno stile di vita invidiabile, ma la sua ossessione è l'attività criminale, come per la sua affascinante compagna Eva Kant.
A differenza di altre storie più cupe e sadiane che arriveranno in seguito, col suo stile raffinato, algido, signorile, e monogamo-borghese, soddisfa perfettamente il gusto di un pubblico femminile che viene così conquistato al fumetto quasi per la prima volta (se si eccettuano i più castigati fotoromanzi di Grand Hotel, dal 1947), proiettandosi in Eva e sognando Diabolik.
Il nome di Eva è evidentemente rimando alla dea edenica, amante del diabolico serpente; il cognome Kant è un raffinato ossimoro. Kant infatti appare il tutore della morale, che egli pone come imperativo categorico insito nell'uomo ("La legge morale dentro di me"); tuttavia, come sistematore dell'illuminismo, pone il noumeno come inconoscibile, togliendo il fondamento razionale alla morale, ed è quindi l'iniziatore del chaotico "nothing is real; everything is permitted". Che la sua "discendente" Eva applica alla perfezione.
Antagonista è l'ispettore Ginko, omaggio a Gino Sansoni con l'aggiunta di una diabolika K. Sansoni viene posto come "uomo d'ordine" del cosmo di Diabolik. Ginko, avversario di pari livello intellettivo di Diabolik, è un antagonista posto come figura sconfitta dal genio diaboliko ma presentato come moralmente superiore (con tanto di amata nobile, la bellissima, altera Althea). Al tempo stesso Ginko, alla fine, vede il suo dualismo con Diabolik come un gioco scacchistico, con una ammirazione reciproca simile a quella tra Holmes e Moriarty. Per suo tramite, almeno finora, Sansoni si è eternato nel fumetto italiano.
Se il contenuto è perfetto per il successo, sotto il profilo della forma, invece, Diabolik è geniale perché sfrutta il vantaggio del formato pocket: il fumetto proibito può essere agevolmente celato in una tasca (come sarà di opere ben più nere tra i suoi imitatori).
Diabolik, all’epoca, fu fortemente attaccato per la palese distruzione di ogni morale, che si veniva a porre all’indomani del boom economico (1958-1963) che portava l’Italia nella seconda rivoluzione industriale e nella modernità consumista.
La società italiana sta superando gli schemi morali "cattolicissimi" degli anni '50 (e gli ambienti di destra disprezzano la DC e la Chiesa che ha voltato gabbana col regime e, dal 1959, col nuovo papa, ha avviato un concilio vaticano II che la evolve in chiave progressista.
In qualche modo, sotto un profilo "psicomagico" (che sarebbe caro a Moore, alla British Invasion, a Jodorowski) Sansoni e i suoi "cavalcano la trasmutazione" cercando di darle un senso "di destra".
Il mistero di Diabolik si lega anche al disegnatore del primo numero, Angelo Zarcone. Un altro "angelo", che si rende poi irreperibile, cercato anche dalle Giussani, invano, tramite di nuovo Tom Ponzi. Un vero mistero, magari, per l'allontanarsi del "tedesco" (biondo e con occhi azzurrissimi) da Milano a Roma; ma anche un "mistero nel mistero" utile alla costruzione, nel tempo, del mito. Angela resta sola come "creatrice" anche senza disegnare, perché il disegnatore scompare, quasi "pugnalato da Diabolik" nel nulla.
Zarcone risulta però, a sorpresa, molto tempo dopo, anche come firmatario del dipinto di san Josemaria Escrivà de Balaguer, fondatore nel 1928 della famigerata Opus Dei, organizzazione cattolica sorta nella spagna di Franco, presente a Roma in Sant'Apollinare, e datato 1994.
Se ne parla diffusamente e meglio in questo volume:
Balaguer era morto nel 1975; l'ordine, secondo alcuni dopo la sua morte, per favorirne la canonizzazione (osteggiata dai progressisti) avrebbe aiutato finanziariamente il Vaticano a districarsi nel complesso caso della P2 (1981), in cui era rimasto coinvolto l'OPUS DEI di Marcinkus, tramite Calvi e Sindona (il banchiere di Dio) entrambi poi assassinati spettacolarmente (con impiccagione massonica Calvi; con omicidio annunciato in carcere di massima sicurezza Sindona).
Nel 1992 Balaguer divenne in effetti beato e il dipinto data probabilmente a tale occasione; curioso che si sia scelto l'autore per il resto celebre (e al contempo non celebre, perché sparito dalla circolazione) per aver creato graficamente il più grande criminale diaboliko del fumetto italiano. Ancor più curioso, se consideriamo che Pier Carpi stesso, suo potenziale creatore, era a sua volta come vedremo legato alla P2.
Nel 2005, in nuove indagini sul caso Orlandi (caso del 1983, e sempre connesso da alcuni a quelle intricate vicende dei primi '80...) e col ritrovamento della tomba di De Pedis nella basilica di Sant’Apollinare, emerse appunto che in una delle cappelle della basilica si trova il quadro di Zarcone del 1994.
Negli stessi anni, il Codice Da Vinci (2003; film nel 2005) aveva ulteriormente divulgato quanto detto, ovvero come l'Opus Dei avesse salvato la banca papale. Una rivelazione favorita a sua volta dalla rottura dell'alleanza anticomunista tra gli USA e Woytila, saltata quando questi si oppose alla guerra in Iraq contro Saddam (2003).
Il fatto che il dipinto di Balaguer sia ad opera di "Diabolik" sarà un caso, ma è il colpo perfetto. Quasi come a mettere la firma della P2 di Carpi su tutta l'operazione, sotto un profilo simbolico.
Ma torniamo a Diabolik e ai suoi. Diabolik deve il suo successo anche al suo stile perfidamente sobrio. Ma Sansoni lancia anche testate "nere" molto più cupe ed esoteriche, come "Terrore" (1962-1963).
Interessante notare che nel 1962, mentre "a destra" viene ideato Diabolik, "a sinistra" sorge il progetto della casa editrice "Adelphi", che verrà ritenuta da ambienti di destra come un progetto di "decostruzione della cultura", specie in opere come "Gli Adelphi della Dissoluzione" (1994) di Blondel. Adelphi punta a una cultura altissima, rarefatta ma ricca di rimandi esoterici, superando il semplice materialismo marxista.
Nel 1963 invece, con un progetto parzialmente diverso, sarebbe nato il Gruppo 63 della PostAvanguardia, da cui sarebbe poi emerso Umberto Eco (con Opera Aperta e Apocalittici e integrati"), che pone il recupero della cultura pop: fumetto, fantascienza, ma anche horror ed esoterismo, in chiave di un popolare che ha poi un "secondo livello" di interpretazione. Carpi imiterà questo secondo progetto, cercando di convincere Gelli a farne uno di destra. Il suo stile, dove può, è effettivamente quello della "strutturazione a livelli", con un primo livello per tutti e un secondo livello coi suoi simboli "subliminali".
Nel 1963 intanto Carpi passa al fumetto in modo centrale: scrive Topolino, ma anche Superman (1964-1969), creandone inedite avventure italiane.
Nel 1964, con la crescita di Diabolik, anche Luciana Giussani giunse come scrittrice di Diabolik, "raddoppiando" l'elemento scandaloso-attrattivo di ben due donne-sorelle autrici del fumetto nero. Secondo alcune voci, Luciana fu la compagna di Pier Carpi, ormai divenuto l'uomo di fiducia di Sansoni.
Sorgono numerosi altri "fumetti in K", tra cui Kriminal (la cui maschera da teschio richiama l'aspetto cadaverico di Za La Mort) e la bellissima Satanik (1964) di Max Bunker, Sadik (del 1965, che alcune fonti associano anche a sceneggiature di Pier Carpi) e Masokis che confermano una linea "erotico-nera" che poi diverrà preminente.
Pier Carpi intanto crea per Sansoni Zakimort (1965), La Signora della Morte. Zaki è "virtuoso" in arabo, e Mort rimanda ovviamente alla morte, quindi probabilmente va ricondotto a "La virtuosa della Morte" (nel senso dell'abilità nel darla ai nemici). Il nome ricorda però soprattutto "Za La Mort", "Viva la morte", figura alla Lupin (e alla Diabolik) nel cinema italiano dal 1915 in poi, divenuto Zakimort con la sostituzione di una L con la K identificatrice del genere. Za la mort, trasposto anche a fumetti, come detto, è l'antesignano di Diabolik.
Zakimort è la figlia di un Zakimort supercriminale (simbolicamente, "figlia di Diabolik): non una ladra, ma una più "accettabile" vendicatrice: l'indiano metropolitano, l'apache, era il padre Zakimort, di cui lei riprende il nome per vendicarne la morte, ucciso dagli altri boss del crimine.
Zakimort è la figlia di un Zakimort supercriminale (simbolicamente, "figlia di Diabolik): non una ladra, ma una più "accettabile" vendicatrice: l'indiano metropolitano, l'apache, era il padre Zakimort, di cui lei riprende il nome per vendicarne la morte, ucciso dagli altri boss del crimine.
Zakimort è la personalità da vendicatrice, non solo un travestimento ma una doppia, seconda personalità della giovane ereditiera Fedra Garland, con rimando forse anche a Satanik, di Magnus e Max Bunker, che aveva ripreso al femminile il mito di Jekyll e Hyde.
L'idea sembra quella di fondere Diabolik ed Eva, che se vogliamo rimanda al culto tipico di Carpi per la "coincidentia oppositorum". La serie non è eccezionale ma ha un certo successo e viene edita fino al 1974, e in seguito ristampata negli anni immediatamente successivi.
Tendenzialmente le copertine sono sobrie, a differenza di "Terrore" e altre collane di Sansoni, più sadico-scandalistiche, ma comunque ce ne sono due più sadiane, e interessante il logo "occhio segreto" della collana.
Nel 1967, il primo numero di Comics Club annuncia anche in lavorazione un film su Zakimort, che però non si farà.
Nel 1965 esce anche un fumetto spionistico, Dany Coler di Furio Arrasich per la Cofedit, pubblicato nel 1965: se ne parla sull'interessante blog di Sauro Pennacchioli.
In questo fumetto si parla dell’organizzazione P2. La Loggia di Propaganda, fondata dalla massoneria postunitaria, era stata rifondata (P2) dopo la seconda guerra mondiale. Stando a Pasolini, a Mauro de Mauro ed altri, la P2 sarebbe stata dietro all'uccisione e sostituzione di Mattei a capo dell'ENI nel 1962 (e magari anche della precedente eliminazione di Olivetti - 1960 - e Mario Tchou - 1961 - per l'informatica italiana).
Sia Sansoni che Carpi, non coinvolti in questo fumetto, erano tuttavia collegati a Gelli e alla P2, anche se probabilmente solo dal 1970 in poi. Non parlando di loro, Arrasich, cronista di nera, potrebbe riportare elementi di cui ha notizia vaga, secondo un espediente seguito anche in letteratura (Todo Modo di Sciascia, Petrolio di Pasolini).
Furio Arrasich scrisse anche lo stesso anno "Demoniak" (1965), in cui il nero tascabile è declinato con forti rimandi alla parapsicologia. Arrasich crea anche l'erotico-sf Alika (1965) nello stesso anno. Alika stimola poi Selene (1965) e Gesebel (1966), fino all'Uranella scritta anche da Pier Carpi (1966).
Sono gli anni in cui accelera il riconoscimento, pur parziale, del fumetto. Nel 1963 vi è il saggio di Della Corte sul fumetto, primo in Italia; nel 1964 ne scrive Umberto Eco; nel 1965 intanto nasce il Salone dei Comics di Bordighera e nasce Linus, nel 1966 nasce il Comics Club 104 che nel 1967 si darà una rivista omonima edita proprio da Sansoni.
Il 1965 di Linus vede anche la nascita della Valentina Rosselli (come i fratelli leader della resistenza, uccisi dal fascismo a Parigi) di Guido Crepax, all'inizio comprimaria del critico d'arte Philip Rembrandt che è il "supereroe anomalo" Neutron, dotato di poteri psichici. Valentina, fotografa, conquista la scena e diviene centrale. Si tratta di un tentativo di riprendere il "fumetto nero" adulto anche a sinistra, aggiungendo riferimenti più colti ma mantenendo la componente di erotismo e di gotico. Neutron dura fino al 1967, poi Valentina diviene titolare della testata benché Rembrandt appaia spesso anche in ruoli centrali, come storia d'amore chiave della protagonista.
Nel 1966 nasce anche il Gran Guinigi come premio lucchese, e Carpi lo vince con "Gli Scampati", serie post-apocalittica. Nel 1967 vinse con "Il Brigante", e nel 1969 il premio per la carriera a lui come autore. Nel 1970 vince il premio Castelli, mentre Sansoni vince come editore per una storia dei fumetti, bissando nel 1971.
Nel 1966 intanto il successo del "nero" tocca ai fotoromanzi Genius e Killing, che accentuano la componente erotica più trattenuta in Diabolik, anche per l'uso di fotografie.
Genius ha già rimandi sadiani e si distingue per portare un cappio al collo, che è un elemento dell'iniziazione massonica (forse casualmente).
In particolare Killing è un Kriminal in carne ed ossa, più inquietante, il cui attore, per aumentare il mistero, si presenta già in maschera alle sessioni fotografiche, con un mistero sulla reale identità. Quasi tutte le copertine, se non tutte, hanno un tema sadiano, con Killing che tortura qualche malcapitata fanciulla.
Pier Carpi volge anch'egli sull'erotico-nero con il fantascientifico Uranella (1966) per Bianconi, che si ispira chiaramente alla capostipite francese Barbarella (1962), creata sul modello di Brigitte Bardot: il fumetto francese è più ironico, qui si riprende un certo gusto "gotico" (non disgiunto da un certo umorismo). Durò fino al 1968.
Uranella è una splendida principessa nata sul pianeta Neutron (torna il termine usato da Crepax per il suo supereroe). A causa di un sortilegio di un mago crudele, Morbus, è costretta all'esilio e a vagare nello spazio, accompagnata dal coraggioso e prestante compagno Antares. Arresasi all'impossibilità di rompere l'incantesimo, si batte per ristabilire la giustizia e la pace nei pianeti dove vige l'arbitrio e l'odio, sempre importunata da alieni, mostri e selvaggi attirati dalla sua bellezza.
Sempre nel 1966 Pier Carpi si occupa anche di Gesebel. Jezebel era la corrotta moglie di Re Acab, che introdusse nella Bibbia il culto del demone Baal e, per la sua corruzione lussuriosa, fu poi defenestrata e divorata dai cani. Creata da Magnus e Bunker, durò solo fino al 1967.
La serie nacque per iniziativa dell'editore Corno che voleva colmare un buco nell'unico genere di cui non pubblicava nulla: una serie fantascientifica con un'eroina sexy che viveva avventure violente se non addirittura horror.
Mentre il Nero trionfa, nel 1967 Pier Carpi entrerebbe in massoneria alla Ausonia di Milano; di quest'anno è il fumetto "I Serpenti - il volto della paura", dove torna il tema, in lui frequente, di una setta oscura legata al serpente come simbolo diabolico (spesso equilibrato con un simbolo positivo nel suo dualismo).
Nel 1968, anno fatidico che vede esplodere la rivoluzione giovanile in una chiave di marxismo più eterodosso, intriso di pensiero lisergico e magico, Carpi inizia anche a scrivere di esoterismo. Storia della magia e Le società segrete (1968). Interessi personali e finalità economiche, certo: ma fa anche curriculum per la carriera massonica da lui avviata, ben più del fumetto ufficialmente poco considerato.
Nel 1969 è del resto elevato Maestro Massone.
Carpi scrive anche il romanzo di Diabolik, nel 1969.Nel dicembre 1969 con Alfredo Castelli fonda Horror, una rivista contenitore dell’orrorifico di qualità, con fumetti e disegni di Zaniboni e altri ma anche molti testi di stampo esoterico, e in massimo grado quello per Julius Evola. Venne pubblicata da Sansoni fino al 1972. La rivista per certi versi riprende la fortunata formula di Linus (il titolo ha lo stesso carattere "a bastone"), volgendola all'Horror e in generale al "nero" anche in chiave sottilmente politica.
Castelli, che ricorda Pier Carpi con simpatia, ricorda però anche come egli stesso "si credesse Cagliostro" (sottolinea anche la sua vicinanza, tramite la massoneria, ai Savoia).
Qui Pier Carpi pubblica molti racconti notevoli, in cui ricorrono i suoi temi esoterici, a partire dalla reincarnazione degli iniziati (con Giovanni Battista, inizialmente, e non con Cristo, più prudentemente). I racconti vengono poi racconti nel volume "Il Mago", con prefazione di Giovanni Arpino e molte prefazioni ai singoli racconti.
Nel 1969, per il progetto di Horror, Pier Carpi vince meritatamente lo Yellow Kid, l'oscar del fumetto italiano, riconoscimento del suo ruolo di eccellenza nella scena "nera".
Dello stesso anno è il tentativo di Psyco (1970), creato per Naka, che riprende il titolo di Hitchcock e i temi orrorifici, ma puntando ad andare più sulla psichedelia e l'intellettualismo, sfidando sul suo terreno Linus. Il tentativo però non attecchisce. Carpi collabora con alcuni racconti.
Ne Il tempo è vicino, sul n. 1 di Horror (1969), un ignaro turista americano si ritrova in una Milano sconvolta dalla peste e posseduta dai suoi miti: nel finale arriva a identificarsi in Giovanni Battista, perché «In potenza siamo tutti Giovanni Battista. Ma non sappiamo chi battezzare e cosa predicare» (vedi qui).
Ernesto Laura, nella prefazione, spiega come Carpi aggiorni l'horror: se quello di Poe era legato all'alcoolismo come via iniziatica, il suo lo è all'LSD, per questo le storie sono lisergiche.
In cover, una sequela di maestri: Mosè, Gesu', Leonardo e Monna Lisa e poi nudi il protagonista e Salomè. Il giovane Yankee di Yale (la Y sulla maglia) arriva a Milano ma non ha documenti: arrestato come sovversivo e interrogato dalla polizia e quindi dall'inquisizione, che però lo assolve quando dimostra come loro di conoscere il valore per loro solo materiale dell'anima ("è una sostanza bianca come cotone del vecchio sud": frase significativa, che significa come la chiesa usi la popolazione come schiavi per raccogliere energia psichica).
Esce nella Milano del 1969 dove è in corso lo scontro tra palestinesi ed ebrei "per procura", che scateneranno l'uno contro l'altro la peste manzoniana (simbolica) a Milano.
Salomè trascina il giovane a un festino segreto dove assiste all'uccisione rituale del Battista (rito caro ai templari e massoni, cui è sacra la notte di San Giovanni, e venerano la testa del Battista come baphomet) gli fanno sgozzare un agnello sacro poiché egli è il nuovo alter ego di Giovanni Battista per loro.
Salomè trascina il giovane a un festino segreto dove assiste all'uccisione rituale del Battista (rito caro ai templari e massoni, cui è sacra la notte di San Giovanni, e venerano la testa del Battista come baphomet) gli fanno sgozzare un agnello sacro poiché egli è il nuovo alter ego di Giovanni Battista per loro.
Si reca quindi da Foto Leonardo per ottenere la fototessera per il documento. Leonardo uccide la Gioconda davanti a lui (terzo sacrificio). Leonardo lo ritrae come Giuda ma il ragazzo rifiuta e fugge; egli sfugge a un robot leonardesco su un aliante di Leonardo. Ritira allora la foto fattagli al festino di Salomé dove è posto come il "nuovo Battista". Egli così assume questo nuovo ruolo (doveva essere il "traditore del Messia" per alcuni, ma diviene "l'annunciatore del Messia"). Storia inaugurale, interessante, perché Carpi appare quasi dare a sé e Horror questo ruolo (mi viene da dire: non "traditori" della destra ma nuovi interpreti e annunciatori).
Su Horror n. 2 (1970) in Date a Cesare: la scena archetipica dell'assassinio del tiranno si ripete e il nuovo Bruto è un professore che ha dedicato tutta la vita allo studio del divo Giulio, il suo mito.
Una giovane studentessa veggente gli prefigura l'uccisione del Presidente USA in visita in Italia, come un nuovo Cesare. Il professore è sempre più preda di un delirio in cui gli viene commissionato il delitto sia da veri servizi che da Bruto dal passato.
Una giovane studentessa veggente gli prefigura l'uccisione del Presidente USA in visita in Italia, come un nuovo Cesare. Il professore è sempre più preda di un delirio in cui gli viene commissionato il delitto sia da veri servizi che da Bruto dal passato.
La sequela dei "tiranni" giustamente uccisi per Carpi è inquietante, parte da Lincoln (1865), abolitore dello schiavismo, poi Umberto I (1900, secondo alcuni con complotto massonico, Bresci come "prigioniero 515"), l'assassinio di Francesco Ferdinando (1914, ma chiamato Giuseppe e collocato nell'800, con errore che non pare casuale: l'imperatore Giuseppe subì un tentativo di omicidio nel 1853, e l'attentato, con due carrozze, richiama invece quello di Napoleone III nel 1858, entrambi falliti). Quindi i Romanoff nel 1917, e Kennedy nel 1963 (erano già avvenuti anche gli attentati a Malcom X del 1965, Martin Luther King, e Ted Kennedy del 1968).
Il professore chiamato a "uccidere Cesare" è probabilmente Junio Borghese, in quanto egli ha una devozione per la X Legio e rifiuta una donna (lo stesso scherno che appare in "Largo delle Tre Api, 1975, di Unknown, successivo però al Golpe Borghese: qui siamo prima). Non è comunque il professore ad aver commesso il delitto, ma è colui che viene incastrato.
La prefazione è di Piero Zanotto.
Su Horror n.3 (1970) "O Roma o morte": la storia culmina con il giovane prete che riceve le stimmate di fronte a Garibaldi, presentato anch'egli come iniziato salvifico. La prefazione è di Carlo Della Corte, primo critico italiano di fumetti, col primo libro del 1963 poi imitato da Eco. In uno stile parimenti lisergico Della Corte parla di un "pop coltissimo" che richiama l'uso del pop avviato dai surrealisti e prima ancora da Jarry (come disse Fortini, "collage di realtà usata"). Garibaldi è un robot che ripete ossessivamente "O Roma o Morte" (elemento non perspicuo nel fumetto).
Si inizia con un giovane prete operaio che va a contestare il "vescovo padrone" mentre la folle dei giovani (utili idioti, per Carpi) del postconcilio-1963 lo attende fuori. Il vescovo è però solo un simulacro di cera in chiesa, un cadavere attraversato da serpenti nei sotterranei. scendendo, egli arriva in un sotterraneo dove dei soldati borbonici massacrano delle suore: si presentano subito come i loro difensori da violenza e tortura garibaldina, ma poi sono loro stessi ad agirla (rivoluzionari e reazionari sono entrambi cinici, in Carpi).
Il giovane prete operaio va a cercare Garibaldi per vendicare l'accaduto. Intanto una fanciulla giace con un garibaldino, ucciso anche lui da un serpente: i borbonici travestiti da suore la catturano e la portano al convento per punirla. Garibaldi ripete meccanicamente "O Roma o Morte", come detto, mentre avanza su Roma per istituire una repubblica "rossa" e sterminare il vaticano e la "peste nera".
Il prete rosso torna al convento dove affronta i borbonici travestitisi da suore per non farsi uccidere dai garibaldini. Essi si credono difesi dalla statua di Santa Rita sanguinante per miracolo, che inganna anche il giovane prete, ma è la giovane garibaldina uccisa in una Vergine di Norimberga, come scopre Bixio, manipolatore della opposta "statua di Garibaldi".
A questo punto i borbonici crocifiggono il giovane prete operaio e usano lui come miracoloso crocifisso per respingere i garibaldini. Il prete torna al presente: è stata tutta una visione, causata da un crocifisso effettivamente uguale a lui. A questo punto il giovane prete accetta gli ordini del vescovo e disperde col crocifisso sanguinante miracolosamente i giovani protestatari. Intuisce di esser stato manipolato, ma la statua di Garibaldi che gli riappare ripete solo "O Roma, o Morte" (lo slogan massonico per la caduta del papato).
Il Dottor Bernardo parla di un giovane medico invidioso di Chris(t) Bernard, medico miracoloso privato (Cristo e San Bernardo). Bernard, che ha una assistente nazista, lo investe e quindi poi è costretto a coinvolgerlo nei suoi affari. Va a un convegno USA dove ottiene con una lotteria i fondi per il suo esperimento, il trapianto di anima, che mette in opera su una assistente dall'aspetto di Marilyn. Gli USA prenderebbero il suo cervello ma la notizia dell'uccisione del secondo Kennedy gli permette di fuggire. Prefazione di Carlo Manzoni.
"I vecchi non possono volare" è prefata da Claudio Bertieri e racconta di un vecchio pazzo che sviluppa ali da aliante leonardesco, le applica su una fanciulla che riesce così a volare, scoprendosi erede di Medusa che le dona i poteri. I Crociati (la polizia in lotta contro gli scioperi) la catturano ma lei come Circe tramuta il capo in un cane che viene investito dal tram dei crumiri e fugge. Il vecchio prova a volare anche lui, ma su di lui le ali, riservate agli iniziati, non funzionano.
L'occhio di Lucifero (con Marco Rostagno, Horror n. 5, aprile 1970) è prefata da Castelli che la stronca (per gioco letterario?) con risposta critica di Pier Carpi. L'Occhio di Lucifero è lo smeraldo sulla fronte dell'angelo da cui viene ricavato il Graal. Un giovane lo trova nella Milano odierna dopo averne investito la bellissima portatrice. La chiesa lo vuole e così le streghe, dall'aspetto di Melusine, dea serpente, che egli uccide. I templari lo ritramutano in uno smeraldo e glielo infiggono in testa (come una crocifissione cerebrale). Egli diviene così Lucifero (torna il tema della reincarnazione dei grandi, anche come tema "simbolico" forse più che metempsicotico).
Come una farfalla è più una pura storia dark, prefata da Ornella Volta (ma Carpi le aggiunge una premessa che inficia la prefazione dichiarandole tutte stampelle fallaci e devianti: è l'unica che non ha una lettura esoterica). La Volta scriveva di esoterismo e di surrealismo, dedica il suo Le Vampire per Pauvert (1962) anche a Breton, e dal 1981 diviene la curatrice parigina dell'archivio di Erik Satie.
La storia mostra una ricca sarta nel suo giardino prendersela con il giardiniere che non pota i cadaveri che riemergono dal suolo; poi viene una bambina per un vestito ed ella la tortura con spilloni. Tuttavia, è tutto un trucco di un esorcista e della sua "nipotina" che la spingono alla follia per la loro devozione ai Vampiri e il loro astio per le "farfalle".
La controversa Maggio italiano (sempre con Marco Rostagno, Horror n. 6, maggio 1970), è prefata da Gianfranco De Turris, esimio studioso esoterico di destra. Un giovane rivoluzionario dall'aria cristico-garibaldica si trova alla testa dei sessantottini che inneggiano a Coca Cola, Peanuts, Lavatrici, Celentano, TV: il "consumismo di sinistra". Russi, Cinesi e Cubani vogliono sponsorizzare la rivoluzione con dollari ma il giovane rifiuta (unico vivo tra scheletri viventi) e avvia una sua "rivoluzione ottocentesca": un contadino uccide la sua "piccola vedetta lombarda", portata in cielo dall'Italia dall'aspetto di Patty Pravo. I contadini gli sparano al Cuore, ma il massonico Cuore di De Amicis devia il colpo, essi allora lo gambizzano ed egli, con una stampella, torna per fermare la rivoluzione, che ha compreso errata, ma viene ucciso dai suoi vecchi compagni contro cui tira la stampella come Enrico Toti. La storia viene contestata e il simbolismo appare criptico ma sempre nell'ottica di Carpi per cui gli "opposti estremismi" sono il male e dovrebbero accettare una "conciliazione massonica" nel segno degli ideali del risorgimento.
"La Pastora", prefata da Orio Caldiron, è una classica novella popolaresca riscoperta come horror moderno.
"Cenerentola" è prefata da Rinaldo Traini, fondatore di Lucca Comics. Egli era collaboratore di Romano Calisi, antropologo (allievo di Ernesto de Martini, tra i padri dell'antropologia italiana, studioso di orfismo, che si era laureato con una tesi sui Misteri Eleusini e poi scriverà del Mondo Magico), nel comitato scientifico di Bordighera (poi Lucca) con Eco e il critico cinematografico Carlo Bertieri. Calisi lasciò poi dopo 4 anni i comics per occuparsi di progetti ONU di alfabetizzazione in Africa: morirà di incidente stradale nel 1965. Di nuovo, una fiaba modernizzata, con un twist finale, ma senza grosse rivelazioni esoteriche.
Su Horror n. 9 (agosto 1970) pubblica Il sepolcro:
un crociato combatte per trovare il santo sepolcro, finché, dopo un viaggio iniziatico favorito da una specie di fata Melusina, in tutti i morti sul campo di battaglia riconosce l'unico volto di Cristo. Con questa storia più ieratica e molto massonica (Cristianesimo come fratellanza universale, Cristo come primo maestro della "massoneria del legno") egli chiude la raccolta "Il mago", che pubblica le sue storie. (è prefata da Massimo Pini).
Su Horror 13 (dicembre 1970) si ha una prefazione di Arpino, poi riusata, adattata, per "Il Mago"; un'intervista a Buzzati, un pezzo di De Turris in cui si oppongono Guenon ed Evola come veri maestri occulti a Bataille e Klossowski teorizzati da Arbasino. Si indaga Evola come artista futurista e dadaista, e poi l'esoterista di Ur.
Arbasino
Arbasino considerava Bataille e Klossowski i "Maestri Irregolari" per eccellenza. In un'Italia letteraria ancora molto provinciale e legata al realismo, Arbasino usò le loro opere come grimaldelli per scardinare le convenzioni, introducendo concetti di erotismo filosofico e misticismo ateo.
I punti di contatto principali
L'elogio del "Bafometto": Arbasino fu uno dei più grandi estimatori de Il Bafometto (1965) di Klossowski. Ne apprezzava la struttura barocca e la capacità di trasformare la teologia in una messinscena erotica e parodistica, elementi che influenzarono il suo stile "combinatorio".
Il sacro e l'eccesso: Di Bataille, Arbasino mutuò l'idea della trasgressione come valore conoscitivo. Il tema del "limite" e dell'esperienza estrema (erotica o religiosa) attraversa molte delle riflessioni saggistiche di Arbasino.
La genealogia Nietzsche-Sade: Arbasino riconosceva in Klossowski e Bataille i veri eredi della lezione di Nietzsche e del Marchese de Sade. Questo legame serviva ad Arbasino per costruire una letteratura che fosse allo stesso tempo colta, dissacrante e mondana.
Il Gruppo 63: All'interno della neo-avanguardia italiana, Arbasino utilizzò questi riferimenti francesi per promuovere una scrittura che rifiutava la trama tradizionale a favore del "pastiche" e del gioco intellettuale, soprattutto nel suo Fratelli d'Italia (scritto nel 1963, edito nel 1967).

(Edizioni Sansoni, 1970)
Del 1970 è dunque il fumetto "Il Mago", sempre a tema esoterico, sempre per Sansoni. "Il Mago" della Rizzoli, di Milano Libri, nasce nel 1971 con identico formato e simile concezione (ripreso comunque dal modello iniziale di Linus) e Pier Carpi intenterà anche, a suo dire, una causa per la somiglianza eccessiva.
In questi stessi anni Sansoni pubblicò nel 1971 "Luce di stelle alpine", la raccolta di liriche gelliane (vedi qui) già edita nel 1959, quando Gelli afferma di essere entrato in massoneria (probabilmente già invece dal 1946, mentre invece nel 1962 Gelli è elevato Maestro, e la raccolta può servire anche a giustificazione iniziatica).
In Aprile 1971, su Horror 17, Pier Carpi rivendica i successi: tre edizion internazionali, in spagnolo, svedese e tedesco: i fumetti pubblicati su Creepy in USA. "Maggio italiano" è letta come fascista. Egli la rivendica, come rivendica Evola, ma anche tutta la sequela esoterica. Hermes, Apollonio, Agrippa, Faust, Goethe, Guenon, Jung...
Gelli aveva iniziato la sua carriera nei Servizi sotto Mussolini, cui aveva chiesto questo ruolo, stando a lui, dopo la sua partecipazione alla Guerra di Spagna (dove muore il fratello). Doppiogiochista per definizione, fu fascista poi partigiano dopo il 1943, Comunista, poi democristiano, passando gradualmente a destra DC ma dichiarando alla fine della sua lunga vita di essere costituzionalmente "fascista", secondo la sua formazione giovanile.
Nel 1970 Gelli era divenuto Venerabile Maestro della P2. La raccolta ha temi iniziatici ed esoterici, inclusi inni di esaltazione di Lucifero come forza di illuminazione, erede dell'Inno a Satana carducciano. C'è anche il tema, proprio di Carpi e di tipo gnostico (e massonico) della compresenza di bianco e nero, bene e male nelle vie dell'iniziazione (simboleggiato nel pavimento a scacchi della loggia massonica): "Senza Satana non sarebbe Dio / Ma non credere / che tutto si divida in luce e tenebre" (Il bianco e il nero).
Notiamo che questa idea, il bilanciamento e l'equilibrio di bianco e nero, trasversale a Gelli e Carpi, è anche centrale nel Piano Rinascita della P2, in quanto implica, dopo aver causato la fine del comunismo in Italia e nel mondo, la presenza di due schieramenti liberali di centrodestra e centrosinistra apparentemente contrapposti ma entrambi riconducibili alla Loggia di Propaganda della massoneria, che quindi perseguano la stessa linea con superficiali differenze. Per fare ciò bisogna porre fine ai due partiti-chiesa, il comunista e il democristiano.
Se ne parla ampiamente qui, dove in generale si trovano, anche nelle puntate pregresse, molte ottime e documentate informazioni su Gelli e su Carpi:
Sansoni nel 1971 ha pubblicato anche un libro di Licio Gelli intitolato Pensieri poetici, che conteneva una presentazione e un intervento di Pier Carpi. Quindi probabilmente intorno a tale data è certa una cooperazione dei due con Gelli stesso.
Negli stessi anni di Gelli, nel 1973 (la data diffusa online, 1953, è impossibile) anche Carpi pubblica una raccolta poetica con Sansoni, probabilmente sempre funzionale all'accreditamento culturale in P2 e dintorni.
Nel 1972 Carpi scrive anche due libri con Vittorio Emanuele di Savoia, come lui parte della P2. Uno, nel 1970, Il Principe (1972), è un romanzo di fantapolitica (e nemmeno troppo) sulle cospirazioni massoniche che hanno portato al Risorgimento sabaudo-mazziniano, a evocare la necessità di rinnovata cooperazione massonico-sabauda; il secondo, nel 1972, "Principe in esilio", è una biografia abbastanza agiografica di Vittorio Emanuele, che spera in un appoggio della P2 per un suo eventuale ritorno.
Carpi scrive intanto un'opera sul suo "alter ego", Cagliostro il taumaturgo (1972, da cui è tratto un film nel 1973).
Carpi sostenne in Cagliostro una tesi allora radicale: Cagliostro non era l’impostore descritto dai verbali dell’Inquisizione, bensì un autentico maestro di medicina e un iniziato di altissimo rango, vittima di un complotto ordito per distruggere il suo messaggio di fratellanza universale. Questa opera non fu solo un saggio storico, ma la base per un successivo film e per una costante attività di conferenziere volta a riabilitare quello che lui considerava un "maestro sconosciuto".
L'esaltazione di Cagliostro è elemento collegabile al suo collegamento alla teosofia, che identifica in alcuni immortali (Saint-Germain, ad esempio) dei propri "superiori sconosciuti". La figura di Carpi sarebbe in questo avvicinabile all'Aglié del Pendolo di Foucault, che Eco dichiarava come una fusione di Rol e Gelli (e, in questo, Pier Carpi funzionerebbe bene).
I mercanti dell'occulto (1973), con cui mette alla berlina la scena esoterica italiana, che conosce benissimo, presentandone i falsi maghi. Una operazione che può anche servire ad accreditare Carpi/Cagliostro (e la P2?) come i veri iniziati, facendo confluire qui anche la scena esoterica (magari non in loggia ma "all'orecchio" di Carpi o Gelli).
Carpi presenta il volume come il risultato di "quindici anni di ricerche", lasciando intendere un avvicinamento al mondo occulto verso il 1958.
Nel 1972 ha chiuso Horror, che non ha funzionato molto come vendite (pur rimanendo iconico), e viene ristampato in formato pocket (1973-1974), nel 1974 chiude anche Zakimort. Il fumetto nero sta declinando, dopo aver ottenuto un grande successo economico e culturale (resiste ormai più come fumetto erotico) e Carpi si sposta direttamente sulla letteratura esoterica.
Sansoni va verso la chiusura di tutte le sue testate, ma come di sua abitudine continuava a riutilizzare, in modo anche garibaldino, l'enorme quantità di materiale accumulata con ristampe.
Inoltre, la vita privata di Sansoni subì un cambiamento significativo con la separazione da Angela Giussani. Nonostante la fine del loro matrimonio, il legame professionale e umano non si spezzò mai del tutto. Quando la salute di Sansoni iniziò a declinare a causa di una grave forma di diabete, le sorelle Giussani dimostrarono una straordinaria lealtà: si occuparono segretamente del suo sostentamento e delle cure mediche, pagando i migliori specialisti senza mai reclamare alcun riconoscimento pubblico. Sansoni, malato, morì nel 1980.
Dal 1972 al 1974 Carpi collabora col Corriere dei Piccoli, dove realizza storie brevi per i disegni di Toppi e una serie sui servizi segreti, "L'agente senza nome". Dal 1972 anche Castelli inizia a collaborare, restandovi di più. Simon Drago, agente dei servizi, ha un figlio fricchettone che è in realtà un vendicatore mascherato col nome di "Agente senza nome": nella prima storia fermano Mesmer, un ladro d'arte di alto livello. Nomi simbolici per una storia che finisce per esaltare i servizi segreti e il "necessario" uso di irregolarità. L'Agente Senza Nome veste integralmente di nero, stile Diabolik, ma "dalla parte dei buoni".
Nel 1974 l'Agente senza Nome combatte anche contro la mafia, mentre Pier Carpi gira il suo film su Cagliostro, in cui si immedesima.
Notevole il fumetto su Von Braun che dimostra, correttamente, come la proibizione di avere armi tradizionali stimoli la Germania nazista nella ricerca di nuovi armamenti che avviano la missilistica. Interessante anche la storia dei marinai che sperimentano di raggiungere le America con la RA, una barca di papiro ispirata alle navi solari egizie. Le storie esaltano anche il comandante Giap, il Napoleone Rosso, leader delle forze vietnamite che ha fermato gli americani.
Nel 1974 Carpi invece entrerebbe inoltre nella P2, dove sarebbe addirittura una sorta di segretario personale di Gelli, restandovi secondo degli atti fino al 1978 (stando a Carpi, con un ruolo informale, "cons.", "da consultare"). Nel suo romanzo "Il venerabile" narra degli incontri di Gelli con Peron e Andreotti, anche se Gelli ha un presagio, perché i "Giovanni" sono maledetti, come Giovanni XXIII e John Kennedy. Infatti, quando ha stabilito un solido ponte tra massoneria italiana e sudamericana, Peron muore.
Secondo indiscrezioni de L'Espresso dopo l'emersione dello Scandalo P2, Carpi proporrebbe a Gelli di formare, con lui, Gervaso (che scrisse anche di Cagliostro a sua volta) e altri intellettuali un "cenacolo" di destra che fosse simmetrico al "Gruppo 63, nato nel 1963 e scioltosi nel 1969. Gelli però non seguì l'idea di Carpi per una influenza esplicita, preferendo quella "nelle tenebre" e nascosta.
Nel 1974 Pier Carpi avvia la sua rete di "cenacoli" per intercettare forze fresche per la P2, ma invano.
Come Abrakadabra ristampa una versione magari aggiornata della Storia della Magia, che come il Cagliostro ripubblicherà di frequente.
Anche il suo romanzo Un'Ombra nell'Ombra (1975), che divenne film nel 1979, ha una trama decisamente occultistica.
Una confraternita di streghe lottano per liberarsi dei poteri che vedono solo come maledizione. La segretaria Carlotta, l'insegnante Lena e l'aspirante prostituta Raffaella (rifiutata dalle vere prostitute) rifiutano tale potere, mentre Daria, la figlia di Carlotta, lo ambisce. Pier Carpi appare come uno scrittore dalle uguali iniziali P.C., e contribuisce all'indagine delle streghe per liberarsi dei poteri. Un misterioso "professore" invece rinuncia al ruolo e inneggia alle prostitute come vera religione, mentre Don Lorenzo, prete progressista, cerca di capirle. Ma l'ordine "bianco" che mira a trattenere i poteri è infine sconfitto da Daria, terribile dodicenne, intenzionata a usarli in massimo grado.
Stando alla trama del film su Wikipedia, "Carlotta, Raffaella, Lena e Agata si consacrano a Lucifero, che impedisce loro di avere rapporti sessuali. Dalle unioni infernali nascono Annalisa, figlia di Lena, e Daria, figlia di Carlotta. Annalisa vive come una tragedia l'essere figlia del demonio e si suicida. Daria, invece, impara a convivere con i suoi terribili poteri e si compiace della sua ascendenza demoniaca. Un esorcista tenta di combatterla, aiutato da Carlotta, pentita, ma senza esito: Daria si dirige verso San Pietro, per sfidare il papa e ottenere il potere assoluto sulle anime."
I temi del grande iniziato tornano nel suo film "Cagliostro" del 1975, con protagonista il grande attore jugoslavo Bekim Fehmiu e alla cui sceneggiatura collaborò anche Enrica Bonaccorti.
Scrive anche un libro su Rasputin (1975) come iniziato da rivalutare; Carpi recupera tutte le figure, bianche e nere, che dimostrino come l'esoterismo è connesso ai grandi regime changes.
Nel 1975 tali temi gnostici passano anche anche in “Povero Cristo”, interpretato da Mino Reitano (un giovane detective indaga su Cristo per poi scoprire che è lui stesso, tramite la sua ricerca, ad esserlo diventato: il tema della Nona Porta di Polanski del 1999, rovesciato...), che inizialmente viene ammesso, alla Mostra del Cinema alla Biennale di Venezia. Alcune fonti lo danno poi ritirato, ma Carpi ne "Il Venerabile" lo dà presentato e discusso. Egli invece dice che è poi ritirato precipitosamente dalle sale per ostilità degli ambienti di sinistra, apprezzato invece da CL di Giussani.
Ne parla bene questo blog qui, riferendosi anche a questi temi nelle storie di Horror di Pier Carpi.
Nella storia, di un futuro o presente alternativo, c'è uno scontro tra Bianchi (pauperisti-comunisti) e Neri, conservatori capitalisti. Entrambe le posizioni sono errate nel loro dualismo e la verità si cela tra i reietti. Uscito come film con una locandina "motociclistica" (le storie di gang motociclistiche andavano di moda), l'anno dopo esce la novelization (1976).
Negli stessi anni Carpi è - stando a Wikipedia - in buoni rapporti con Edoardo Bratina, segretario della Teosofia Italiana (1974-1995).
Nel 1976 Carpi scrive Le profezie di papa Giovanni: la storia dell'umanità dal 1935 al 2033, per Edizioni mediterranee (1976).
Il libro che diede a Carpi una notorietà internazionale fu senza dubbio Le profezie di papa Giovanni: la storia dell'umanità dal 1935 al 2033, pubblicato nel 1976. In questo testo, l'autore sosteneva di aver avuto accesso a un manoscritto contenente profezie dettate da Angelo Roncalli (futuro Papa Giovanni XXIII) nel 1935, durante la sua permanenza in Turchia come delegato apostolico. Secondo Carpi, Roncalli sarebbe stato introdotto in una società segreta iniziatica di antica origine, legata a catene esoteriche purissime.
Il libro, scritto con uno stile evocativo e ricco di riferimenti storici, prefigurava scismi nella Chiesa, grandi risvegli spirituali e la fine dei tempi come li conosciamo. Nonostante i dubbi sull'autenticità dei testi profetici sollevati da più parti, il volume ebbe una risonanza immensa, venendo tradotto in decine di lingue e alimentando il mito di un Carpi come depositario di segreti vaticani e massonici inaccessibili ai più. Ancor oggi è uno dei suoi libri più facili da reperire, a dimostrazione del successo.
Il testo serve potenzialmente anche a mettere in cattiva luce la chiesa e un papa associato a posizioni progressiste (come avverrà poi su scala enorme con Dan Brown e il codice da Vinci dopo il dissidio degli USA col Vaticano sulla guerra in Iraq). Formalmente Giovanni XXIII è presentato come figura positiva, ma al contempo è descritto come un esoterista, cosa che non poteva essere gradita specie alla chiesa progressista.
Nell'opera si profetizza la fine della chiesa con uno scontro insanabile tra due papi-imperatori, coesistenti ed esponenti di due linee inconciliabili. Con la loro morte, dopo una pestilenza, si avvia una guerra globale aggravata dal fatto che il sistema papale è bloccato, e ciò apre la strada all'Anticristo femminile, la "figlia di Caino".
Nel 1977 Carpi entra in Bonelli dove pubblica due storie in cui riprende i suoi temi legati a organizzazioni esoteriche oscure legate alla dea Kalì e a un culto del serpente. Le storie sono state recentemente ristampate nel 2022. Si tratta di due tentativi a lungo isolati; non scrive altre storie fino al 1995.
Gli Strangolatori è relativo a una setta indiana di Thugs, devoti alla Dea Kalì, che combattono contro gli inglesi per l'indipendenza indiana. L'aspetto singolare è la presenza di un guru della nonviolenza che si oppone sia agli inglesi sia ai violenti, evidente anticipazione di Gandhi.
Il Serpente d'Argento, più apertamente esoterico, racconta di una setta indiana d'America che unifica le varie tribù, incentrata su un culto dualistico del serpente e dell'aquila che si combattono e fondono insieme, terra e cielo, generando appunto l'argenteo serpente (pare un rimando ai culti aztechi del Serpente Piumato Quetzalcoatl). Il West è descritto con chiarezza geopolitica cinica ma illuminante, opposta allo stile "romantico" di Tex, che trattava questi temi ma in modo più "eroico". Le giubbe blu sono qui pienamente consapevoli della doppiezza del governo, che predica pacifica convivenza con gli indiani ma poi di fatto vuole colonizzare l'ovest, e quindi decidono di procurarsi anch'essi il serpente piumato. La storia è narrata da Mark Twain, in un incontro cui assiste anche Jack London, due grandi "scrittori-iniziati". Appare centrale il tema del dualismo tipico di Carpi.
Interessante anche la diade formata dalle due storie, una setta operante nelle Indie Orientali, una nelle Indie Occidentali.
Il 1978 è l'ultimo anno che attesta il tesseramento alla P2, il che non esclude il prosieguo di una cooperazione. La loggia intanto era oltretutto entrata "in sonno" nella fase più acuta del suo cospirazionismo. Su Solaris di quest'anno parla di UFO, dell'anno con due papi, di Carter e dei "riti segreti della Chiesa di Satana".
La pubblicazione nel 1978 del volume intitolato Nel palazzo d'estate quella notte Adolf Hitler strangolò Jacqueline Kennedy riprende tali temi esoterici in una chiave quasi surrealista.
Il "Palazzo d'Estate" - simmetrico al Palazzo d'Inverno del potere zarista - citato nel titolo non è solo una locazione geografica, ma rappresenta il santuario ultimo di un potere che si credeva estinto e che invece ha continuato a prosperare nell'ombra. In questo scenario, Carpi colloca un Hitler invecchiato, ma ancora intriso di quella volontà di potenza che aveva devastato l'Europa. La sua sopravvivenza non è presentata come un trionfo umano, ma come una persistenza demoniaca, resa possibile dalla complicità di quelle stesse democrazie occidentali che ufficialmente lo avevano combattuto.
L'ingresso di Jacqueline Kennedy in questo spazio segna il culmine del dramma. La figura di Jacqueline, nel 1978, era già stata consacrata dal dolore pubblico dopo l'attentato di Dallas e le successive vicende legate al matrimonio con Aristotele Onassis. Carpi la utilizza come il simbolo dell'innocenza violata di una nazione, l'America, che ha costruito il proprio mito su fondamenta di violenza e corruzione.
L'evento centrale del romanzo — lo strangolamento di Jacqueline da parte di Hitler — deve essere interpretato oltre la sua letteralità pulp. Per Carpi, lo strangolamento è un atto rituale. Rappresenta la soppressione della "maschera" bella e rassicurante del potere (Jacqueline) da parte della sua sostanza brutale e originaria (Hitler). La tesi sottesa è che l'era Kennedy, spesso idealizzata come una nuova "Camelot", non sia stata altro che un'emanazione di forze oscure che includevano il nazismo, la mafia e il grande capitale.
Nel palazzo d'estate, Jacqueline Kennedy è la figura sacrificale di una religione laica — il sogno americano — che viene distrutta dal suo stesso demone originario
Secondo l'analisi proposta da Carpi, che approfondirà ulteriormente nel suo saggio-romanzo La banda Kennedy del 1980, la famiglia Kennedy aveva legami storici profondi con il regime nazista.
Un aspetto meno noto ma estremamente significativo della storia di questo romanzo riguarda la battaglia legale che Pier Carpi ingaggiò nell'ottobre del 1978. L'autore chiese il sequestro del film Zio Adolfo in arte Führer, diretto da Castellano e Pipolo e interpretato da Adriano Celentano e Amanda Lear. Carpi sosteneva che la pellicola fosse un palese plagio degli ultimi capitoli del suo romanzo, dove la figura di Hitler veniva trattata con lo stesso tono grottesco e decostruttivo.
"Un'ombra nell'ombra" (1979)
L'apice della carriera registica di Carpi è rappresentato da Un'ombra nell'ombra, tratto dal suo romanzo omonimo. Interpretato da Irene Papas, il film esplora il tema del satanismo attraverso la storia di quattro donne legate a un'entità diabolica denominata semplicemente "Lui". Carpi mette in scena un horror atmosferico dove la possessione non è solo un fenomeno spettacolistico, ma una condizione esistenziale, con la giovane Daria che incarna una natura fredda e calcolatrice, priva di empatia umana. La pellicola, pur ricevendo critiche contrastanti, è diventata un cult per gli appassionati del cinema esoterico, lodata per la sua capacità di creare un senso di minaccia impalpabile ma costante.
Nel film viene aggiunta una scena dove un Professore di esoterismo, tramite gli scacchi, spiega che il Nero non è per forza il male e può vincere sul Bianco, come fa lui in una partita. Il tema è trattato con rimandi alla zoroastrismo.
Fin dalla locandina vediamo il tema (mosaico, ma anche esoterico) del Serpente e la Croce.
Il film conclude con Daria che marcia verso San Pietro con aria minacciosa, due anni prima dell'attentato a Woytila (1981).
Durante la lavorazione del film, nel 1977, l'attrice femminista Victoria Zinny lascia le scene per non pronunciare una battuta inserita da Pier Carpi contro l'aborto, approvato l'anno precedente col referendum.
Durante le indagini parlamentari sulla P2, emerse che Carpi fungeva da tramite tra la loggia e rappresentanti della SAVAK, la polizia segreta dello Scià di Persia. In particolare, è documentato un suo legame con Vittorio Carrieri, anch'egli iscritto alla P2 e uomo di fiducia dei servizi iraniani in Italia.
Carpi propose allo Scià la realizzazione di un colossale progetto cinematografico sulla storia della Persia e della monarchia Pahlavi, che avrebbe dovuto servire come operazione di immagine per il regime.
Nelle sue opere e interviste, Carpi sostenne spesso tesi secondo cui la caduta dello Scià nel 1979 non fu una rivoluzione spontanea, ma il risultato di complotti internazionali orchestrati da poteri occulti, un tema ricorrente nella sua narrativa "misteriosofica".
La Banda Kennedy (1980; nuova edizione nel 1990) sposta il suo attacco sul progressismo americano, mettendone - anche in parte fondatamente - in evidenza la corruzione e i legami potenzialmente oscuri, e con in copertina l'icona di Marylin.
Joseph Kennedy, il patriarca, durante il suo mandato come ambasciatore a Londra, aveva manifestato simpatie per Hitler e avrebbe tentato di influenzare la Corona britannica verso un'alleanza con il Terzo Reich. Lo scontro tra Hitler e Jacqueline nel "Palazzo d'Estate" è dunque la resa dei conti finale tra un creatore (il male nazista) e una sua creatura collaterale (la dinastia Kennedy).
Mentre nel 1980 monta il caso P2, Gelli si fa intervistare dal piduista Costanzo, e dice che non è falso che i massoni abbiano "poteri magici", citando Cagliostro, cospiratore per la rivoluzione francese con lo scandalo della collana e fondatore del rito egizio, e Garibaldi, leader del risorgimento mazziniano massonico e anch'egli gran maestro del rito egizio.
Lo stesso anno Gelli è nominato conte da Umberto II, conte come Cagliostro. Il tema dei grandi iniziati è coltivato dallo stesso Pier Carpi in molti suoi saggi.
Nel 1981, intanto, con l’esplodere del caso P2, anche Carpi è coinvolto. Parla di ciò nel suo "Il caso Gelli" (1982), dove rivendica obliquamente il suo ruolo, e difendeva Gelli come un gentiluomo difensore della democrazia, e per tali ragioni nel 1983 sarà intervistato in TV da Biagi.
Tina Anselmi, nella sintesi dei lavori della commissione sulla P2, parla di una "doppia piramide": una italiana che fa capo a Gelli, che è poi il vertice di una "piramide rovesciata" sopra di lui (curiosi i termini molto massonici). Gelli concordò con la descrizione.
La pubblicazione delle liste P2 è letale specie per i democristiani entrati al suo interno e spiana la strada al primo "governo laico" con Spadolini (1981-1982), repubblicano, e poi il governo Craxi (1983-1988), socialista, più graditi ai massoni in chiave anticattolica. Craxi spianò la strada all'ex P2 Berlusconi consentendogli il graduale monopolio della TV privata. Anche Carpi ne "Il Venerabile" presenta l'elezione di Spadolini come un complotto della nuova sinistra laica nascente, di Pertini e della Iotti. Dopo le elezioni politiche anticipate del 1983, Spadolini fu ministro della Difesa di Craxi fino al 1988.
Dopo 33 anni (dal 1948), numero massonico, il potere della DC si indebolisce. Gelli dichiara che a volte bisogna rivelare alcune cose per ottenere altri effetti: lo scandalo P2 danneggerebbe un livello del piano massonico, ma permetterebbe di avanzare su un altro, con altre figure.
In questi anni l’amico Alfredo Castelli intanto ha portato, edulcorandoli un po’, i temi esoterici in Bonelli con il suo Martin Mystere (1982). Curiosamente, il primo numero si apre con un'immagine del Serpente tanto caro a Carpi.
Carpi sottolinea inoltre che, distrutta la P2, il generale Della Chiesa che ne fa parte non viene toccato, ma inviato a combattere la mafia col sistema dei pentiti con cui ha sconfitto il terrorismo, teorizzandolo dal 1973 al 1978 senza ottenere sponde governative, e poi appoggiato dopo l'Omicidio Moro, riuscendo così a indebolire l'organizzazione terroristica. Nel 1982, giunto a Palermo, Dalla Chiesa viene ucciso dalla mafia (il suo metodo sarà poi ripreso da Falcone e Borsellino).
Nel 1982 muore anche Calvi, per Carpi una esecuzione massonica: a Londra, dal Ponte dei Frati Neri (dove si svolge la Cena delle Ceneri di Bruno), con mattoni in tasca, impiccato a una forca in forma di squadra, secondo il rito Kadosh. Già prima della sua fuga, stando a Carpi, la sua segretaria si era suicidata. Anche Sindona muore in condizioni singolari (1986), e nel 1988 la figlia di Gelli, Maria Grazia Gelli (a cui era stato trovato addosso il Piano Rinascita) muore in incidente stradale.
Ancora nel 1983, in una telefonata, Carpi parlerebbe con altri di una rifondazione massonica, telefonata in cui parlerebbe anche di sex magick, conoscenza trasmissibile tramite rapporto sessuale (vedi qui).
Di lì a poco, Castelli farà in modo che l’amico Tiziano Sclavi sviluppi da par suo, in Dylan Dog (1986) i temi orrorifici-esoterici di Horror, dando loro una diffusione di massa da un milione di copie.
Carpi, anche per i pregressi in P2, è almeno inizialmente tagliato fuori; continua comunque il lavoro propriamente esoterico, con varie opere a stampo iniziatico: "20 personaggi" esoterici (1987), in cui tiene il suo tema (massonico) dell'alternarsi di bianco e nero necessario tra gli iniziati.
Carpi ripubblica inoltre la sua biografia di Vittorio Emanuele, scritta nel 1972, aggiungendovi delle parti relative all'omicidio di Dirk Hamer (avvenuto nel 1976). Il Principe minaccia querele.
"Il diavolo: i riti, i sabba, gli esorcismi, tutti i segreti e i patti satanici", Editoriale Albero 1988; nel volume Carpi riprende le sue tesi dualistiche di recupero dell'elemento luciferiano come positivo e parte di una divinità dualistica, un Giano composto di bene e male, con connessioni gnostiche.
Nel 1989 i Maestri Segreti torna sulla sua divulgazione di presunte dinastie di grandi maestri. Capostipite Zoroastro e il suo dualismo, e poi un alternarsi di figure Bianche e Nere, integrate, passando anche per San Francesco e chiudendo con Crowley da un lato, Padre Pio dall'altro.
Col 1990 Carpi crea inoltre un suo gruppo teosofico in Reggio Emilia, dove indaga i suoi temi gnostici.
Nel 1991 pubblica per una editrice minore una sua versione de "Il vangelo di Maria", tipicamente gnostico. L'anno dopo, il film “Il ventre di Maria” (1992), da lui sceneggiato dal romanzo della moglie Franca Bigliardi, che presenta un nudo di Maria (poi censurato).
Carpi è ormai marginale e isolato, ma il Piano Rinascita procede con successo, col crollo del comunismo (1989 Muro di Berlino, 1990-1991 crollo dell'URSS) e la svolta del PDS (1991) che apre alla rottamazione anche della DC e del Pentapartito con Tangentopoli (1992), e la "discesa in campo" dell'ex piduista Silvio Berlusconi, che negli anni '80 di "governi laici" ha consolidato nelle sue mani l'impero delle tv private.
Carpi torna quindi su Gelli con Il venerabile (1993). Il suo precedente volume viene in parte ribaltato, e Gelli viene descritto quasi come un eroe tragico, vittima di un complotto mediatico e politico volto a distruggere l'ultimo baluardo contro il "caos". Non più legato, forse, ai vecchi ambienti, Carpi ora può essere più critico. Siamo nell'anno in cui emerge Berlusconi, che trionfa nel 1994, e quindi il tema P2 torna di moda.
Grazie a Castelli Carpi viene – marginalmente – coinvolto di nuovo in Bonelli. Nel 1994 esce il suo "Dietro le quinte" sulla nuova Zona X (1992-1999) castelliana, una storia sui grandi iniziati a quattro mani con Castelli. Al centro della storia vi sono le vicende di Cagliostro, presentato ovviamente da Carpi come un grande iniziato dietro la rivoluzione francese e Napoleone, un immortale che tuttora da Aggartha simbolicamente controlla i destini del mondo, fino almeno a quando Martin Mystere non giunge a prendere il suo posto (simbolicamente, in questo modo, Carpi pone l'esoterismo di Mystere).
Carpi pubblica poi nel 1995 due episodi di Mystere, L'eredità dei Teutoni e Il volto di Orfeo (numeri 160 e 161). In essi torna il tema "misteriano" (e non solo) dell'antico segreto atomico, custodito in questo caso dall'ordine teutonico come erede dei templari (tema caro alla destra...). Esso viene però connesso anche a un mistero dell'era di Marco Aurelio e Commodo, veneratori della testa di Orfeo, loro guida mistico-simbolica, durante lo scontro coi Teutoni (ripreso poi anche ne Il Gladiatore come incipit).
L'Eredità dei teutoni.
Nei pressi di Vienna, dove un tempo sorgeva la fortezza romana di Sirmio, la radioattività è sensibilmente superiore a quanto ci si aspetterebbe. Secondo l'affascinante archeologa Martha Stein, sono le tracce di un'esplosione atomica avvenuta nel 180 dopo Cristo. Martin Mystère e Java, in Austria per indagare sulla questione, si imbattono nella temibile setta segreta dei Cavalieri Teutonici, che rapisce Martha e costringe i nostri due eroi a recuperare per loro un antico e potente sigillo di pietra.
Il volto di Orfeo
Dalla Cornovaglia al deserto del Marocco passando per Parigi, l'avventura di Martin e Java prosegue turbinosamente, facendoci incontrare i discendenti dei Teutoni, i nomadi del deserto e la Corte dei Miracoli parigina, rivelandoci quanto c'è di vero nel mito di Orfeo ed Euridice, e mostrandoci l'identità segreta del Grande Incognito, il capo sconosciuto e potentissimo di tutte le società segrete del mondo!
(così dal sito Bonelli).La ripresa con Bonelli non ha però seguito e non ci sono nuove pubblicazioni con loro nel 1996.
Pubblica un ultimo volume, "Gesù contro Cristo: tra magia e mistero, il romanzo che svela i segreti del Vangelo", Simonelli 1997, con una visione magico-gnostica della figura di Cristo come iniziato alla magia, secondo un tema trasversalmente presente nel suo lavoro.
Pier Carpi scompare nel 2000, a soli sessant’anni, sostanzialmente rimosso dal Pantheon del fumetto italiano di cui era, a suo modo, uno dei mentori. Dovrei approfondire maggiormente la sua figura; per intanto, ho elaborato questi due appunti.
Nel 2022 Bonelli ha rieditato due suoi fumetti, nel 2025 è uscito un saggio su di lui.
Opere di Pier Carpi, esoteriche e non


































































