Esoterismo e surrealismo
Di recente, parlando con un mio contatto nel fumetto esoterico, è capitato di accennare al tema del rapporto tra surrealismo ed esoterismo. Il mio contatto - un autore che stimo molto, e che potrebbe essere sempre più apprezzato nei prossimi anni, a mio avviso - mi chiedeva se sapevo dare qualche riferimento online per il rapporto tra esoterismo e surrealismo. Ho in effetti letto molte cose al proposito negli anni, in modo poco sistematico, e ho colto l'occasione per un breve articolo di sintesi con il rimando a qualche testo. Se altri avranno dei riferimenti, segnalatemeli e li inserirò.
Il movimento nasce come noto a Parigi nei primi anni '20, attorno alla figura del poeta André Breton, che nel 1921, con "I campi magnetici", aveva realizzato una sua prima opera surrealista. In "Entrée des Médiums" (1922) teorizzava l'uso dei metodi usati dai medium per i contatti ultraterreni per il contatto dell'artista col suo inconscio, che diverrà poi il fulcro del surrealismo.
Su "Litterature" (1923), rivista proto-surrealista, firmandosi "Erutarettil", pose inoltre come quattro numi tutelari del rinnovamento artistico "Hermes Trismegistus, Flamel, Agrippa e Peladan": un evidente canone esoterico classico-medioevale-rinascimentale-ottocentesco sviluppato spesso negli anni seguenti. Peladan del resto era stato molto influente sul simbolismo parigino appena trent'anni prima.
Breton inoltre rivaluta "Seraphita" di Balzac, per i suoi rimandi allo spiritismo di Swedenborg, e ovviamente Baudelaire, ricchissimo di rimandi "diabolici" e spiritici.
Nel 1924 Breton scrive il manifesto ufficiale del Movimento, e fonda la rivista "La rivoluzione surrealista". Breton si ispira a una nuova valorizzazione del Simbolo, suscitata dalla sua lettura di Freud e alla sua teoria dell'inconscio che ha segnato il nuovo secolo con "L'interpretazione dei sogni" (1900).
La definizione data dal manifesto stesso per Surrealismo è:
“Automatismo psichico puro, attraverso il quale ci si propone di esprimere, con le parole o la scrittura o in altro modo, il reale funzionamento del pensiero. Comando del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale.”
Ritorna quindi il rimando al medianico. Inoltre Breton "propone quindi la rivalutazione di tutto ciò che il paradigma positivista aveva escluso: il ‘meraviglioso’, il sogno, la follia, gli stati allucinatori" (Treccani): in questo egli comprende anche l'ampio spettro dell'esoterismo.
Infatti Breton dichiarò di voler assumere la sapienza Alchemica a modello di un “occultamento” per evitare assolutamente al pubblico di entrare nell’opera, ovvero tenerlo alla porta della provocazione, confuso e sfidato. In altri punti fa riferimento ad altri aspetti della tradizione ermetica, che hanno fatto pensare a un suo interesse esoterico forte, non meramente simbolico, fin dall'inizio (vedi oltre per il lavoro di Nora Balakian)
Il nome proveniva da un termine coniato da Apollinaire (nel 1918, anno della sua morte), l'uso dell'automatismo artistico era già presente nel Dada (1915-1919, con minor rimando all'aspetto medianico) di Tristan Tzara a Zurigo (dopo la guerra, l'autore era giunto nel 1919 in Parigi, e nel 1922 aveva dichiarato sciolto il Dada, che così confluì nel surrealismo). Già qui vi furono opere dense di simbolismi ermetici e alchemici: Marcel Duchamp ad esempio nella sua opera “La Sposa messa a nudo dai suoi scapoli” (1915-1923) effettua secondo molti un'allegoria del lavoro alchemico (pur non affiliandosi mai al surrealismo, benché corteggiato da Breton, e avendo un approccio all'argomento asistematico, e messo quindi in discussione da molti).
Sempre Breton riconosceva inoltre un debito con la Metafisica italiana, nata negli anni '10 (e anch'essa impregnata di sfumature esoteriche).
Nel 1925 una prima mostra del surrealismo vede partecipare Picasso e Klee, con inclinazione parziale, mentre André Masson ne propose una declinazione "animistica", realizzando materialmente quell'arte come processo di "automatic drawing" teorizzato da Breton. Altri autori coinvolti furono anticipatori come De Chirico, Max Ernst (dal 1920, anch'egli con riconosciute influenze di studi su testi ermetici e alchemici), e poi Mirò, Man Ray, Arp. In quest'anno aderisce anche Magritte (1898-1967), in Belgio. Questa mostra contribuì a una grande diffusione internazionale del movimento. Nel 1927 Breton però aderisce al partito comunista, e inizia un avvicinamento del movimento a posizioni marxiste che negli anni '30 porterà a una rottura con molti esponenti, spesso quelli con venature anche "esoteriche".
Nel 1927 fa parte del movimento Ernest de Gengenbach, abate di Gérardmer, che pubblica "Satan a Paris", che addirittura avrà una posizione chiaramente diabolica nella sua esperienza surrealista (vedi qui per approfondimento su questa figura). Contribuì alla definizione di Breton come "Papa del Surrealismo": una definizione da non leggersi come "simbolica", come viene interpretata, ma reale, come capo di una tradizione iniziatica (con rimando, più che al papa cristiano, al Papa tarologico, che vale come "Ierofante", anche nella lettura crowleyana).
La definizione venne ripresa in Cadavre (1930) da Bataille, nel suo distacco dal movimento. Molti "fedeli" invece attribuivano un valore positivo, e quasi "magico", al valore di Papa di Breton, spiegando che egli si era così compenetrato misticamente nel movimento da non poterne essere scalzato. Bataille lavorò poi strettamente con Pierre Klossowski, che nel 1965 scrisse, dedicandolo a Michel Foucault, "Il bafometto", che contiene i temi ripresi poi da Eco ne "Il Pendolo di Foucault" (qui con una più netta marca sull'elemento sessuale rispetto a Eco). Fratello di Klossowski fu il surrealista Balthus, che esordì con un certo scandalo nel 1934 nella sfera del movimento.
La Treccani precisa come nacque anche però in opposizione a Breton una rivista, "Le Grand Jeu (1928-30), diretta da R. Daumal, di orientamento esoterico e in contrasto con il gruppo bretoniano" di "Rivoluzione surrealista" (per quanto, come visto, anche questo sia "esoterico"). Daumal discende di fatto dalla scuola di Gurdjieff, tramite un allievo di questi. In ambito surrealista è vicino alla Patafisica di Jarry (1911).
Salvador Dalì, che denota influssi metafisici dal 1923, si avvicina al movimento nel 1928, e aderisce dichiaratamente nel 1929, presentato sulla Rivoluzione Surrealista di Breton. L'autore ha noti temi esoterici nelle sue opere, tramite il metodo della "paranoia critica" che lo porta a risignificare il reale nella sua arte. Collabora con Louis Bunuel a "Un chien andalou" (1929), tra le prime opere del cinema surrealista, seguito poi da L'age d'or (1930).
Nel Secondo Manifesto del Surrealismo (1930), tuttavia, Breton di fatto sostenne il superamento di certe seduzioni esoteriche, da lui viste come spurie rispetto all'ortodossia di cui si faceva tutore (vedi qui), nel contesto dell'adesione del movimento surrealista ufficiale alla Terza Internazionale, quella a guida URSS. Anche la sua rivista diviene, significativamente, "Il surrealismo al servizio della Rivoluzione".
Dalì entrò in conflitto in questa fase, uscendo dal movimento nel 1934, mentre Breton, velenosamente, ne anagrammò il nome in "Avida Dollars". In seguito, nel 1935, anche Breton si distaccò comunque dal comunismo, e ritornò quindi a interessi ermetici (intanto, le grandi mostre internazionali del 1936 e 1938 portano a un successo ancor maggiore del movimento), così come a non condannarli in altri aderenti del movimento.
Nuova rivista centrale diviene "Minotaure" (1933-1939: nome programmaticamente molto più "esoterico"), dove Albert Beguin, tra gli altri, esalta il mito dell'androgino dal platonismo agli gnostici, fino alla teosofia secentesca di Boehme.
Acephale di Bataille, con cover di Masson, presenta parimenti un certo gusto esoterico a partire da questa copertina. Ispirato a Nietzche, ha come sottotitolo "La congiura sacra".
Negli anni '40, Breton esplicita apertamente quindi nel suo lavoro i rimandi esoterici, come in "Arcanum 17" (1944) e altre opere, con un culmine nel 1947. Importante è la sua lettura del volume di Auguste Viatte, nel 1942, che mostra gli aspetti esoterici di un autore da lui ben conosciuto e amato, Victor Hugo: "Hugo e gli illuminati del suo tempo" (nel 1928, Viatte aveva spiegato "Le fonti occulte del romanticismo"). Tra le fonti dichiarate di Breton vi è anche "Nerval, poeta alchemico" di LeBreton e altri studi sull'ermetismo di Baudelaire e Rimbaud.
Nel 1948, ad esempio, Breton avrebbe voluto intitolare la nuova rivista postbellica del movimento ai "Superiori Sconosciuti", idea poi sfumata. Questo interesse iniziatico di Breton (e altri a lui connessi) porta del resto gli storici del movimento più ortodossi - che proprio in quegli anni iniziavano a "sistematizzare" il surrealismo - a ritenere questa seconda fase "ellenistica" o declinante rispetto a quella "vera", prebellica, come nella posizione del primo e autorevole storico artistico di questa corrente, Maurice Nadeau.
Trattando di altri autori, nel 1943 Leonora Carrington, forse la più importante autrice donna del movimento, amante di Max Ernst, approfondisce l'alchimia e l'esoterismo durante il suo soggiorno in Messico. Stando a Jodorowski, ella gli avrebbe lasciato i suoi tarocchi.
Altri autori vicini al movimento con riconosciuti interessi e opere di tema esoterico sono Pierre Mabille e Kurt Seligmann.
Anche Arturo Schwarz, aderente al movimento nel 1944, si occupa centralmente di alchimia e sostiene il carattere alchemico del surrealismo stesso:
"L’alchimia, come la cabala, pone al centro due elementi che ritroviamo identici nel surrealismo. Non è un caso che il surrealismo si sia tanto interessato a questi argomenti. Esistono parecchi saggi, anche di André Breton, che si riferiscono esplicitamente all’alchimia. I punti di contatto tra l’alchimia, la cabala e la filosofia del surrealismo sono: la conoscenza del sé, di cui abbiamo già parlato, e il riconoscimento del valore trascendentale del femminile. In tutte e tre queste filosofie della vita la donna è vista come la compagna – Mao l’ha definita molto poeticamente “l’altra metà del cielo” -: nello Zohar e nell’alchimia è detto chiaramente che la donna è l’altra metà dell’individuo, come l’uomo, ovvero sono due realtà complementari e non conflittuali. L’uomo è completo soltanto quando riconosce l’elemento del sesso opposto che lo abita. Per Jung esso si chiamava, nel caso dell’uomo, l’anima, che è l’immagine archetipale della donna, e per la donna l’animus, che è l’immagine archetipale dell’uomo. Finché l’individuo non riconosce questa duplice identità a livello psichico, rimane incompleto. Perciò tutte le divinità, in tutte le mitologie, sono sempre androgine: se fossero solamente maschili o femminili sarebbero metà della perfezione. "
Del 1944 del resto è "Psicologia e Alchimia" di Jung, che pone dichiaratamente la sua psicanalisi come erede della tradizione alchemica (che avrebbe rappresentato i conflitti psichici in modo simbolico prima di una psicologia "scientifica").
Jean Cocteau (1889-1963), esponente della prima ora come poeta (1918) e regista (1925), venne scomunicato da Breton nel 1953, ma è importante per aver esteso l'influsso cinemico del surrealismo anche sulla nouvelle vague, con opere dai rimandi orfici come Orfeo (1949) e Il testamento di Orfeo (1963). Significativo, è ovvio, oltre ai rimandi iniziatici presenti nei suoi lavori, il fatto che sia considerato l'ultimo esponente noto del Priorato di Sion ("divulgato" in quegli anni in ambienti esoterici in senso proprio). Dato che il Priorato è una continuità esoterica con una forte base artistica e pittorica (parte da Botticelli e Leonardo, passa per Poussin e tocca anche vari letterati), appare un procedimento simile all'"invenzione della tradizione" ermetica operata dai surrealisti.
Gli interessi esoterici di Breton continuarono negli anni '50; Bernardo Roger, che aderisce al movimento nel 1950, sottolinea l'importanza delle conferenze esoteriche (nel 1952) di René Alleau, che ebbe anche grande influenza su Artaud e che portò in generale a un rinnovato interesse alchemico del movimento (come abbiamo visto, già preesistente). Alleau suggerisce ad esempio a Breton il nome di una nuova galleria surrealista, "La stella sigillata".
Nel 1953 giunse per la prima volta a Parigi Alejandro Jodorowski, fervente ammiratore di Breton, che continuò l'opera cinematografica e teatrale del surrealismo e ne impose l'influenza anche in ambito fumettistico (dove, con Moebius, è tra i più rilevanti autori francesi). I temi esoterici sono centrali nella sua produzione in ogni ambito, con una psicomagia ispirata alle guaritrici tradizionali del suo Cile, ma anche studiando la tradizione ermetica convenzionale da un nuovo punto di vista.
Jodorowski dichiara di essere stato indirizzato dallo stesso Breton nei suoi studi tarologici: portandogli un mazzo di tarocchi ermetici di Waite, Breton l'avrebbe rifiutato dicendogli che solo i tarocchi originali, di Marsiglia, hanno forza. Jodorowski estrapola da quello la rivelazione che lo porta a riscoprire e rivalorizzare i Tarocchi originari in una chiave chiaramente iniziatica e psicomagica (e in continuità con l'esperienza surrealista). Conserva dunque solo il mazzo di Paul Marteau del 1930, il più filologico prima del suo.
La mostra del 1960-61 a New York, in collaborazione con Duchamp, corrobora ulteriormente l'idea (coltivata fin dagli esordi) dei surrealisti come eredi di una tradizione iniziatica, che qui veniva ricostruita in un complesso diagramma.
Temi esoterici sono ampiamente presenti nel lavoro di Remedios Varo, altra autrice del surrealismo: non a caso, i suoi lavori sono ampiamente citati ne "L'incanto del lotto 49" (1965) di Thomas Pynchon, il romanzo che fonda il postmodernismo (fortemente ripreso ne "Il pendolo di Foucault" di Eco, nel 1988: i quadri del "pittore esoterico" che vi appare ricordano Varo e i surrealisti).
Nel 1962 Arrabal, Jodorowski e Topor fondano "Panico" come gruppo teatrale surrealista, ispirato al dio Pan.
Alla morte di Breton, nel 1966, la sua biblioteca - investigata dagli storici - rivelò una ricca selezione di opere di studio su gnosi, alchimia, ermetismo, tradizione rosacrociana. Nel 1967 morì Magritte, tra i più noti surrealisti con Dalì; nel 1968 Duchamp, modello (anche se non aderente) del movimento. Nel 1969 il movimento surrealista più "ufficiale" fu sciolto, di conseguenza alla sparizione del suo fondatore e "Gran Maestro", pur continuandone l'influsso.
Nel 1971, post mortem, Breton fu celebrato apertamente come "André Breton. Magus of surrealism" nel saggio di Nora Balakian, che ne enfatizza gli aspetti magici, ponendolo come un allievo di Eliphas Levi: lo avrebbe conosciuto tramite Rimbaud, passando poi alla lettura diretta di Dogma e Rituale dell'Alta Magia, da cui l'autore si sarebbe ricollegato a una lunga tradizione di rapporto tra esoterismo e letteratura, esoterismo e arte, come del resto da lui rivendicato a più riprese.
Nel 1972, invece, un celebre party in casa Rothschild fu apertamente ispirato ai dipinti di Magritte, con esiti inquietanti che divennero il modello della "festa degli Illuminati" nella cultura pop (ripresi spesso, ad esempio, nella videomusic), in stile Eyes Wide Shut.
Jodorowski portò poi al cinema suggestioni esoterico-surreali con El Topo (1971) e ancor più con La Montagna Sacra (1973), apertamente ermetico e di un certo successo e, in seguito, Santa Sangre (1989). Nel 1975 inoltre avvia il tentativo di portare al cinema Dune di Herbert in chiave surreale, collaborando con Moebius come scenografo. Il progetto fallì e venne, secondo lui, anche "saccheggiato" da Lucas in Star Wars. Jodorowski intendeva assegnare a Dalì il ruolo dell'Imperatore: per pochi secondi, Dalì sarebbe stato l'attore più pagato della storia del cinema (in proporzione).
Jodorowski passa poi al fumetto, e a partire dal 1981 avvia con Moebius il ciclo dell'Incal, densissimo di simbolismi ermetici (e surreali), tramite l'uso degli archetipi tarologici.
Anche nella tarda produzione di Dalì vi è un rimando a Eliphas Levi nei suoi Tarocchi, che Levi studiò ermeticamente in modo determinante e che l'autore, come molti artisti, disegnò (in una fase tarda della sua produzione: avviati negli anni '70, pubblicati dopo la sua morte, nel 1984); ma anche in molte altre opere emergono simbolismi che possono assumere valenza iniziatica.
Il saggio di Nadia Choucha del 1992, "Surrealism and the occult", è uno dei punti cruciali della riscoperta degli aspetti iniziatici del movimento, prima sottaciuti in una lettura materialistica, se non marxista, dello stesso. Un lavoro proseguito dal saggio di Celia Rabinowich del 2002, Surrealism and the Sacred: Power, Eros, and the Occult, e da diversi testi successivi, di cui si riporta link ad ampi estratti in bibliografia.
Jodorowski rimane tuttora forse il più autorevole erede operativo di questa tradizione, almeno con successo nel mainstream. Negli anni 2000 i suoi interessi divengono apertamente esoterici, senza più mediazioni narrative: i tarocchi restaurati del 2005, l'autobiografia La danza della realtà (2006, film nel 2013), la Psicoposta tenuta su XL di Repubblica dal 2006. Nel 2005 celebra il matrimonio tra Marylin Manson, la più nota popstar "satanica", e l'attrice Dita Von Teese.
Bibliografia consultata
Sul surrealismo in genere
Treccani, voce "Surrealismo"
Enciclopedia dell'arte Garzanti 1978, voce "Surrealismo"
Libri online
Surrealism and the occult
The esoteric secrets of surrealism
Surrealism, occultism and politics.
Sacred Surrealism, Dissidence and International Avant-Garde Prose
Testi cartacei
Alejandro Jodorowski, La danza della realtà, (2006)
Jodorowski, Marianne Costa, "La via dei tarocchi" (2005)
Articoli online
http://vite-esoteriche.esoterya.com/arte-surrealismo/22421/
https://www.esonet.org/martinismo-e-surrealismo/
https://youmanist.it/categories/arte/leonora-carrington-artista-surrealista
https://www.stilearte.it/surrealisti-nellalambicco/
http://www.psychiatryonline.it/node/5295
Su surrealismo e medianicità:
https://cdn.reseau-canope.fr/archivage/valid/N-4302-10963.pdf
Metafisica esoterica:
https://www.stilearte.it/de-chirico-esoterico-attraverso-nietzsche-e-il-disegno-alla-ricerca-del-lato-nascosto-del-mondo/
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Immagine di copertina: Max Ernst, Oedipus Rex, 1922