Gennaio 2026. La fine del mondo e altri fumettismi.
La grande novità di questo gennaio 2026 è l'uscita di una nuova rivista di fumetto, intitolata opportunamente "La fine del mondo", che riflette il quadro globale e il quadro del fumetto (specie italiano, specie da edicola).
Sempre in tema di fumetto apocalittico, continua il notevole fumetto torinese Toni Bellasalma, del cuneese Luca Blengino. Fumetto anche "piemontese" in quanto in questo numero, che cita Romero e Dylan Dog, abbiamo anche una puntata nelle vigne (qui esoteriche) dell'albese.
Non è forse detto che siamo giunti all'Apocalisse, ma di certo siamo giunti al 2026 di Metropolis, e quindi ho scritto questo pezzo su quanto ci ha azzeccato:
Metropolis immaginava il 2026: quanto ci aveva visto giusto? - Unione Monregalese
A livello globale, comunque, il grande evento è la conclusione di Stranger Things. Non mi ha del tutto entusiasmato, pur riconoscendo la grandiosità spettacolare del finale. Con ST finisce forse l'ultima grande property di massa, seguita da "tutti" (che avrà ovviamente qualche coda in annunciati spin-off; ma la trama principale è finita) e autrice del successo di Netflix, una decina di anni fa.
Nel campo della fantascienza colta, ho celebrato il trentennale di Infinite Jest.
A trent'anni dalla pubblicazione, il libro che racconta il nostro presente. E sembra scritto oggi - Unione Monregalese
Due righe anche per dire addio a Von Daniken, l'uomo degli alieni antichi.
L'addio a Brigitte Bardot è anche un addio a Barbarella, icona assoluta del fumetto e della fantascienza, nel 1962.
La Brigitte Bardot che non tutti ricordano: l’icona che ispirò Barbarella - Unione Monregalese

