La Fotografia Artistica

 




Interessanti ritrovamenti torinesi al mercatino "Il libro ritrovato".

Non ha un grande valore, ma questo numero de "La Fotografia artistica" del 1912 è indubbiamente un piccolo pezzo di storia.

La rivista nasce nel 1904 a Torino, che è il primo nucleo della diffusione fotografica in Italia. La sua uscita a Torino non è certo casuale.

La fotografia a Torino

La prima fotografia in Italia risale all'ottobre 1839 a Torino, realizzata da Enrico Federico Jest (con il figlio Carlo e Antonio Rasetti) tramite dagherrotipo, ritraendo la Gran Madre di Dio, ed è considerata la prima immagine fotografica italiana, anticipando di due anni la seconda, del Colosseo. La chiesa esoterica cuneese, presunta custodia del Graal, edificata nel 1818 per celebrare il ritorno dei Savoia, è il primo monumento fotografato in Italia scavalcando altri ben più illustri.




Lo scatto torinese avviene lo stesso anno dell'invenzione della fotografia da parte di Daguerre, di cui Jest traduce il manuale nel 1840 (e nel 1845, col figlio, il "Trattato pratico di fotografia" di Gaudin), e ovviamente costruisce da sé il primo dispositivo fotografico italiano.

La stampa torinese, col Messaggiero Torinese, aveva parlato subito e con favore della fotografia francese nel 1839 (e della calotipia di Talbot) e parimenti sempre nel 1839 parla con entusiasmo di Jest.

Si sa pochissimo di Jest, che dal 1814 al 1849 lavorò all'Università di Torino con la qualifica di macchinista, cioè come il tecnico che si occupava dell'acquisto, della cura e della manutenzione degli strumenti del Gabinetto di Fisica al servizio dei docenti.

Dal 1840 al 1842 Jest realizzerebbe altre vedute torinesi, con grande interesse in tutta Italia.

Stando a wikipedia dopo Enrico Federico (che dovrebbe essere scomparso poco dopo il 1863) il posto di macchinista all'Università fu assunto dal figlio Carlo Alessandro Jest che lo occupò fino al 1900 circa e che ebbe, per un periodo, come secondo macchinista il cugino Costante.

Il pionierismo fotografico torinese fu favorito anche dalla politica risorgimentale di Carlo Alberto, che intorno al 1843 chiuse al Lombardo Veneto e iniziò più forti scambi con la Francia, patria della fotografia in quegli anni.

Nel 1845, come detto, Jest traduce un nuovo manuale; la rivista “La Lumière” edita in Francia nel 1851 e pubblicata dalla “Société Héliographique” viene diffusa a Torino dal fotografo Gioacchino Boglioni.

Intanto nel 1850, col collodio, si apre la possibilità della ritrattistica che affascina la borghesia. Sono gli anni (1850-1860) del "Decennio di preparazione" cavouriano, con crescita economica e forte fascinazione per il modello franco-inglese.

Si ha così un grande sviluppo della ritrattistica fotografica  a Torino. L'invenzione della "carte de visite" come formato fotografico (1854) da parte di Disderi in Francia favorisce l'ulteriore diffusione della fotografia, specie dopo che Disderi fotografa a Parigi Napoleone III nel suo studio (1860).




Sono gli anni in cui inizia anche l'evoluzione del Pittorialismo, con le immagini di Le Grey come L'Onda (1857), opera manifesto del movimento.

Lo sviluppo di  lastre in gelatina al bromuro d'argento (1880) rende più facile la fotografia non richiedendo più la complessa preparazione delle lastre, favorendo ulteriore diffusione.

Nel 1888 la Kodak di Eastman semplifica ulteriormente le cose: "You press the button, we do the rest". Nascono così i fotoamatori che, a differenza dei professionisti dell'epoca, sono più interessati all'aspetto estetico.

In Piemonte, anche per l'influsso del CAI, appare un netto interesse dei fotoamatori per la foto di paesaggio invece che (come invece altrove) per il puro ritratto: non foto di paesaggio o architettura documentarie (sviluppate dai professionisti), ma con la figura umana. Fotoamatori come Vittorio Sella e di Guido Rey, oltre ad essere fotografi erano anche alpinisti.

Nel 1890 nasce intanto il giornalismo fotograficamente illustrato (in precedenza le foto erano usate per creare le incisioni), favorendo la diffusione delle fotoriviste. 

Nel 1899 a Torino nasce la Società Fotografica Subalpina, ancora vivente il secondo Jest; a Roma si era formata nel 1888, a Firenze nel 1889, a Napoli nel 1896 (vengono prima, direi, città con una ricchissima tradizione artistica greca, romana, rinascimentale da documentare). A Firenze era sorto nel 1889 il Bullettino, che aveva portato alla nascita delle riviste fotografiche in Italia.

Le riviste del tardo Ottocento sono principalmente riviste tecniche, come anche il Dilettante Fotografico (1890) o Il progresso fotografico (1894) entrambe milanesi. Invece questa rivista è dichiaratamente di stampo artistico.

"La fotografia artistica"

In questo contesto si colloca la rivista "La fotografia artistica", su cui vi è anche la tesi "La rivista “La Fotografia Artistica” e il pittorialismo in Italia" di Giulia Zanini da cui ho tratto le informazioni per questo articolo.

L'avvio della fotografia artistica a Torino, e in Italia, fu l'Esposizione di Torino del 1898, in cui le fotografie artistiche vennero separate da quelle tecniche e scientifiche, come era accaduto nella mostra di Vienna del 1891.

Il Congresso e L'esposizione prepararono il terreno per l'Esposizione Internazionale di Arti Decorative Moderne nel 1902Il 10 maggio 1902 venne infatti inaugurata all'interno del Parco del Valentino l'Esposizione che si chiuse l'11 novembre con una solenne cerimonia.  All'Esposizione parteciparono 12 stati, con circa 1400 opere,  se ne contano da catalogo 435. 

La sezione che mostra la maggior personalità è però quella americana, in cui viene presentata la collezione di Alfred Stieglitz, che spicca per il suo carattere innovativo e per la volontà di sottolineare l'intenzione artistica, piuttosto che la ricerca della veridicità. Stieglitz riceve anche il prestigioso premio speciale del Re. C'è un grande dibattito a Torino sulla novità fotografica portata da Stieglitz.



 Stieglitz aveva avviato a NY uno fortunato studio fotografico nel 1890, con foto come quella sopra, del 1893 nel 1902 forma il gruppo dei "Foto Secessionisti" e apre le prime sue gallerie, dove espongono fotografi fortemente influenzati dai pittorialisti europei e l'anno dopo fonda e dirige una nuova rivista, Camera Work (di cui usciranno numeri fino al 1917), che è ritenuta la prima della fotografia artistica (poco prima di Torino). La sua galleria, la 291, ospita fotografia ma anche mostre di artisti modernisti, anticipando l'Armory Show (1913) che fa esplodere l'astrazione a New York.

Stieglitz collaborò anche poi col nascente dadaismo newyorkese: sua è la foto dell'Orinatoio di Duchamp che nel 1917 crea scandalo e una forte rottura nella cultura artistica (in parallelo col fenomeno del dada di Zurigo in Europa).

È il giovane critico Enrico Thovez a scrivere dell'Esposizione sulla rivista “L'arte decorativa moderna”, rivista creata nel gennaio del 1902, per sostenere e promuovere gli interessi della rassegna torinese, visto il tentativo fallito del comitato organizzatore di creare un “Giornale" dell'esposizione.

Thovez è già conosciuto nel mondo culturale fotografico torinese, come critico sostenitore di questa nuova fotografia, per due famosi scritti del 1898; Poesia fotografica e Fotografia pittorica, dove tra i primi, almeno in Italia, rivendica la fotografia come arte interpretativa.

"La fotografia italiana" si inserisce dunque in questo percorso, dal 1904 al 1917, anno dell'ultimo numero, con 132 numeri totali (alcuni anni bimestrali). La guerra, avviata nel 1915, porta a una trasformazione e già nel 1916 il focus diviene sulla fotografia di guerra.

Il direttore è Annibale Cominetti, giornalista e fotografo impegnato nella battaglia della qualificazione della fotografia come arte. Cominetti aveva già diretto la rivista nata nel 1898 in seguito all'esposizione fotografica torinese di quell'anno.

Altro dato che assegna prestigio all’editoriale è l'approvazione data da S.M. il Re Vittorio Emanuele III e il patrocinio di S.M. la Regina Margherita,  che si abbonerà subito. I nomi del comitato scientifico appartengono all'Accademia Albertina di Belle Arti.

Insomma, La fotografia artistica rappresenta un interessante momento nella formazione dell'idea moderna dell'arte fotografica, in una Torino del 1912 dove è appena apparso nel 1911 il Manifesto Pittorico del futurismo ad opera di Balla, Boccioni, Marinetti e altri.


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