Un mondo in vendita
Laura Blengino, "Un mondo in vendita" (Mondovì, Fiera di Primavera - aprile 2026)
Il 25 Aprile mi sembra il giorno adatto per scrivere due righe su questa foto di Laura. Si intitola "Un mondo in vendita" e la trovo interessante. Laura stata scattata ad aprile 2026 a Mondovì nella Fiera di Primavera e, al di là dello scatto del mercatino, è interessante come a un secondo livello abbia un rimando simbolico alla situazione globale, con Trump e la sua elite sempre più scatenati per il controllo delle risorse.
Uno scatto che Laura ha fatto per un concorso fotografico dal tema "Caos Organizzato", che appare a mio avviso bene interpretato in una delle sue possibili declinazioni. Soprattutto in un'area centrale, messa in evidenza dalla struttura della foto, si creano vari intriganti simbolismi.
Il mappamondo in primo piano appare in vendita a pochi spiccioli tra cianfrusaglie e fiori finti, giustificando il titolo letterale della foto così come il suo piano simbolico.
Infatti, possiamo notare che il mondo è in vendita su un banchetto del mercatino sormontato dal tendone della bandiera americana. La sua posizione, proprio sotto la bandiera degli Stati Uniti che funge da tendone, crea un nesso causale immediato: l'ombra dell'egemonia americana (e dell'amministrazione Trump) si proietta fisicamente e simbolicamente sul destino del globo.
Il ssimbolismo del mappamondo ricorda quello de "Il grande dittatore", dove il mappamondo che Hitler-Chaplin distrugge allude alla distruzione globale che si prepara. Non a caso, il conflitto che tra il resto ha portato allo sviluppo delle armi nucleari, che lo chiudono e aprono l'era atomica, con l'umanità sotto la spada di Damocle che ci affligge tuttora.
Se vogliamo, a metà esatta tra la bandiera e il globo c'è uno scopettino rosso che, in relazione al globo, potrebbe evocare una esplosione nucleare stilizzata.
Inoltre, la vecchia ex-palazzina dell'Italgas appare tra la fiammata rossa e la bandiera americana. Essa rappresenta il "motore" del dominio globale: l'energia (non è forse nemmeno casuale che la palazzina Italgas sia abbandonata, sottolineando come l'Italia sia sempre più marginale nella partita a scacchi dell'energia).
Notiamo che il mappamondo ci mostra l'Africa rovesciata, che rappresenta il territorio più sottoposto allo sfruttamento del neocolonialismo odierno.
Se vogliamo proprio esagerare, possiamo notare come nel dettaglio centrale emerga anche un piccolo frammento della decorazione delle ali del mercato monregalesi, in legno, di fine Ottocento, che qui appare una corona nera rovesciata (come l'Africa): quasi un rimando a Trump e al movimento No-Kings che lo contesta.
Laura ha utilizzato la struttura dell'immagine per guidare questa narrazione; più che la classica "regola dei terzi" (che comunque si può in parte riscontrare) si usa una scissione netta della foto a metà, generando due campi, che è predominante.
La parte destra della foto è densa e pesante. Il furgone bianco agisce come una barriera che "chiude" l'inquadratura, spingendo l'osservatore verso il centro. Su questa linea verticale si allineano gli elementi del potere economico: la bandiera USA, il mappamondo e la palazzina del gas. È il lato dell'immagine che determina la foto. Potremmo definirlo "L'asse del potere".
Se vogliamo, questa metà si divide ancora in due quarti: quello sottostante con l'elemento del mondo (se proprio uno vuole, la radio in primo piano può rimandare alla propaganda mediatica) e uno, quello in alto, dominato dalle "tredici colonie", e ridotto di fatto a un ottavo dalla presenza in metà quarto dal furgone bianco.
In contrapposizione, la parte sinistra è dominata da un grande spazio vuoto sull'asfalto, dove le persone camminano ignare. Questa separazione visiva sottolinea il distacco tra l'élite (che decide a tavolino, simboleggiata dagli oggetti nel terzo di destra) e la popolazione (che subisce le decisioni, sullo sfondo a sinistra). Potremmo definirlo "L'asse del vuoto sociale".
Se vogliamo, possiamo ancora distinguerlo tra un quarto inferiore completamente vuoto, e un quarto superiore coi "consumatori del mercato globale" sotto il "cielo di stelle" della bandiera americana.
Non è ovviamente detto che tutti i simbolismi siano consci e consapevoli, ma nella fotografia spesso opera anche l'inconscio, quindi è comunque significativa la presenza di questa interessante "rete semiotica".

